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Backup automatico di foto e video da Android a Windows con Quick Share
Trasferire due foto sul computer è una passeggiata. Ricordarsi di farlo regolarmente, invece, è una disciplina da monaco tibetano. Quick Share già permette di far viaggiare file tra Android e Windows, e Google ha ritoccato più volte la sua app per PC. Ora le affida anche un compito noioso: fare da facchino al posto tuo.
La novità spunta nelle note ufficiali di Google Play services 26.43. Una riga sola conferma il backup automatico di foto e video da Android a Windows tramite Quick Share. Poi il silenzio: niente procedura completa, niente elenco dei dispositivi compatibili.
Per capire come potrebbe funzionare, bisogna guardare le interfacce scovate da Android Authority nelle versioni in sviluppo. Il percorso sarebbe questo: si parte da Quick Share per Windows, con il telefono acceso e vicino al computer, entrambi collegati allo stesso account Google. Dopo l’abbinamento, foto e video finirebbero da soli sul PC. Niente cavo, niente abbonamento a un servizio cloud.
Per chi preferisce tenere i propri ricordi in casa, e non in qualche data center dall’altra parte del mondo, l’idea ha un fascino ovvio. L’hard disk diventa la destinazione finale. Non si deve più selezionare le ultime immagini e inviarle a mano.
Attenzione, però, a non farsi illusioni. Questo non trasforma Quick Share in un backup totale dello smartphone. L’annuncio ufficiale parla di foto e video, punto. App, messaggi e impostazioni restano fuori dalla porta.
Gli aggiornamenti dei servizi Google Play si distribuiscono a poco a poco. Avere la versione giusta non garantisce che l’opzione compaia subito sul telefono. La disponibilità generale in Italia non è precisata, e anche l’app Quick Share su Windows dovrà essere aggiornata.
Qui la faccenda si fa più sospetta. Alcune analisi precedenti del codice mostravano un’esclusione dei telefoni e dei PC Samsung. Nelle note ufficiali di quella restrizione non c’è traccia. Sarà stata cancellata, resterà nascosta, o salterà fuori il giorno in cui qualcuno proverà ad attivare la funzione e troverà la porta chiusa? Per ora nessuno lo sa.
C’è anche una distinzione da tenere a mente. Il backup automatico non è la condivisione classica, quella che Android e Windows già conoscono. Che un dispositivo sappia ricevere un file non vuol dire che potrà usare subito la novità.
Google non annuncia alcuna cancellazione automatica degli originali sul telefono. Il PC si riempirà di copie, ma lo spazio resterà occupato finché non si deciderà cosa tenere e cosa mandare al macero.