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F40 Only, a Modena nasce il santuario dedicato alla supercar di Ferrari da 478 CV
Una delle auto più iconiche della storia Ferrari meritava un tempio nel quale tecnici specializzati lavorano per tenere in vita la leggenda
Si trova nella Motor Valley, in quella Modena che profuma sempre più di benzina, e rappresenta il centro in cui troverete la competenza giusta per conservare al meglio le Ferrari F40. A Corlo di Formigine, a pochi chilometri da Maranello, è sorto un polo che consacra la prima hypercar della storia del Cavallino con quel tocco di passione che non può mancare a quelle latitudini.
F40 Only è oggi l’emblema di un lavoro meccanico che non passerà mai di moda. Non a caso il luogo è stato definito “F40 Sanctuary”, unendo gli esperti massimi della leggendaria vettura del Cavallino. Con attrezzature dedicate e diagnostica originale Ferrari i clienti delle F40 possono dormire sogni tranquilli. In F40 Only le vetture vengono vivisezionate, riparate e perfezionate. Oltre alla meccanica, gli specialisti si dedicano alla conservazione della carrozzeria, degli interni, con una specifica attenzione alla manutenzione preventiva.
I tecnici si occupano di interventi conservativi, riparazioni strutturali e tutti gli aspetti legati alle F40. Non risulta semplice conservare una F40 in perfette condizioni e una prova è arrivata anche dal lavoro certosino compiuto sull’esemplare acquistato da Lewis Hamilton e sfoggiato a Monza. Ciascun elemento della hypercar ha una storia e, nel panorama mondiale del collezionismo, acquisisce valore.
All’interno della struttura sono conservati oltre 5.000 ricambi originali, un museo internazionale dove sono stati recuperati pezzi introvabili. Su un’auto di quasi quarant’anni i componenti autentici assumono una importanza capitale anche ai fini del valore. Con i suoi 324 km/h dichiarati divenne l’auto più veloce al mondo quando venne presentata nel 1987. La F40 è stata l’ultima Ferrari equipaggiata da motore turbocompresso ed elaborata sotto la supervisione di Enzo Ferrari.
La Porsche 959 e la Jaguar XJ220 erano le uniche rivali sul piano tecnico, ma non avevano l’appeal del bolide italiano. La F40 vantava dettagli unici: Il kevlar per rinforzare la scocca e la fibra di vetro per la carrozzeria, con un coefficiente aerodinamico di 0,34. La biposto aveva un passo di 2.450 mm, la carreggiata anteriore di 1.594 mm e quella posteriore di 1.606 mm. Pesava appena 1.155 kg e garantiva un piacere di guida paragonabile a quello di un’auto da corsa. Il numero di esemplari prodotti, pianificati inizialmente in 400, furono in realtà a 1.315.
La produzione del V8 2.936 cm³ fu oggetto di uno studio approfondito. Il motore sovralimentato con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata, quattro valvole per cilindro con due iniettori per cilindro era il non plus ultra all’epoca. I 478 CV (352 kW) a 7000 giri/min, coppia massima 577 Nm a 4000 giri/min, offrivano una spinta brutale.
Il cambio è manuale a 5 marce, più retromarcia, con frizione bidisco a secco e montato longitudinalmente. Il rapporto peso-potenza era di 2,58 kg/CV con una potenza specifica di 163 CV/litro. Lo scatto da 0 a 100 km/h avveniva in appena 4,10 secondi. Lo 0 a 200 km/h si copriva in 11,30 secondi. Il prezzo di lancio fu 374 milioni di lire, tuttavia sul mercato non ufficiale le F40 raggiunsero cifre vicine ai 1,5/2 miliardi di lire. Alla F40 Only è stato commissionato il restauro integrale della F40 Pre-Serie n. 2, destinata a Pebble Beach, Anantara Roma e Cavallino Classic. Al Cavallino Classic Modena 2026 sono arrivati i seguenti riconoscimenti: un Platinum Award e il titolo di Best of Supercar Class. Nel prossimo raduno in Italia ci saranno almeno 20 unità di F40 per la gioia dei fan.