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Gemini può sostituire la lettura degli articoli, l’UE traccia il confine del copyright
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Gemini può raccontare i fatti contenuti in un articolo, ma quando la risposta dell’intelligenza artificiale riproduce in modo riconoscibile il lavoro dell’editore o rende inutile aprire la fonte originale può entrare nel territorio della violazione del copyright.
Un parere dell’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea riporta così al centro dello scontro tra intelligenza artificiale ed editoria una questione sempre più concreta: quanto può spingersi un chatbot nel riassumere e rielaborare contenuti giornalistici senza sostituirsi di fatto all’articolo originale.
Secondo l’avvocato generale Maciej Szpunar, il chatbot Gemini di Google può violare le norme europee sul copyright quando utilizza contenuti editoriali protetti superando determinate barriere tecniche oppure quando nella risposta riproduce in maniera riconoscibile la specifica forma espressiva di un articolo.
Il caso vede contrapposti l’editore ungherese Like Company e Google e potrebbe avere conseguenze importanti per il futuro dell’editoria online.
Il problema per le testate è ormai evidente: una risposta generata dall’IA può fornire all’utente abbastanza informazioni da rendere superflua la visita al sito che ha prodotto la notizia. Il risultato è una progressiva sostituzione del tradizionale percorso ricerca-link-articolo con una risposta già pronta nella pagina del motore di ricerca o del chatbot, con effetti diretti sul traffico e quindi sui ricavi degli editori.
Macitynet aveva già affrontato questo scenario parlando del rischio che l’intelligenza artificiale possa sottrarre lettori alle testate online. La controversia davanti alla Corte UE prova ora a stabilire fin dove possa arrivare questa sostituzione senza violare i diritti degli editori.
Secondo le conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-250/25 Like Company, occorre valutare sia il modo in cui il sistema ha avuto accesso alla pubblicazione sia il contenuto della risposta fornita all’utente.
Szpunar distingue diversi elementi centrali della normativa europea.
Quest’ultimo punto è probabilmente quello più rilevante per l’editoria digitale. Se un utente può conoscere contenuto, dati e conclusioni principali di un articolo direttamente dalla risposta dell’IA, il collegamento alla fonte perde gran parte della sua funzione pratica. Per l’editore significa aver sostenuto il costo di produzione della notizia senza ricevere necessariamente la visita del lettore.