// SMARTWORLD — HARDWARE & GADGET
Il Defrag di Windows sarà rinnovato: ma serve ancora ai giorni nostri?
Tra tutte le utility Windows che sembrano più uscite da un museo, Deframmenta e ottimizza unità (al secolo, Defrag) è probabilmente quella che ha resistito più a lungo: la sua interfaccia attuale risale a Windows 8, cioè al 2012; e non è che prima fosse radicalmente diversa. Quattordici anni dopo, Microsoft ha finalmente confermato che anche questo strumento verrà rinnovato, nell'ambito del progetto più ampio di modernizzazione grafica del sistema operativo.
La conferma arriva da March Rogers, Partner Director of Design di Microsoft, che ha risposto pubblicamente a una richiesta su X in cui un utente chiedeva di ricostruire l'utilità con WinUI 3 o di integrarla nell'app Impostazioni. Rogers ha confermato che il tool è nella lista dei componenti da aggiornare, ma senza date, prototipi o dettagli tecnici.
Prima di parlare del restyling, vale la pena chiarire un equivoco che circola ancora oggi: Windows deframmenta anche gli SSD, e non è una cosa sbagliata. Non parliamo della deframmentazione "classica" pensata per gli hard disk meccanici, quella che spostava fisicamente i dati per ridurre i tempi di accesso delle testine.
Sulle unità a stato solido, dove non avrebbe senso, Windows esegue operazioni diverse, a partire dal TRIM, che segnala al controller dell'SSD quali blocchi non contengono più dati validi e possono essere liberati.
Disattivare l'ottimizzazione pianificata sugli SSD è controproducente, e la stessa documentazione Microsoft lo dice esplicitamente. La frammentazione, infatti, non riguarda solo i tempi di accesso fisici: un numero eccessivo di frammenti aumenta il lavoro necessario per gestire i metadati del file system, e nei casi estremi può raggiungere i limiti strutturali del volume. Questo vale anche per le unità a stato solido: ne abbiamo parlato nell'articolo su come controllare la salute dell'SSD su Windows.
Sul fronte del restyling di Defrag, la tecnologia su cui Microsoft sta puntando è WinUI 3, il framework grafico moderno distribuito tramite il Windows App SDK. Rispetto alle vecchie librerie legate alle versioni del sistema operativo, permette di realizzare interfacce con controlli aggiornati, supporto nativo per il tema scuro e un aspetto visivo coerente con il Fluent Design di Windows 11.
Per uno strumento come Defrag, composto essenzialmente da tabelle, pulsanti e informazioni sullo stato delle unità, è una scelta tecnicamente ragionevole. Vale però precisare che WinUI 3 da solo non garantisce maggiore velocità o minor consumo di memoria: quello dipende dall'implementazione, non dal framework.
La notizia racconta bene un problema che Windows si trascina da decenni: la convivenza tra interfacce sviluppate in epoche diverse, alcune risalenti addirittura al millennio scorso (fa più effetto dirlo). Il processo di modernizzazione è lento, come dimostra il fatto che Windows 11 stia ancora lavorando su aggiornamenti di sistema importanti, ma almeno procede. Defrag è in lista: quando arriverà il suo turno, non lo sappiamo ancora.