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CapisciAMe è l'app italiana che insegna all'AI a capire chi ha difficoltà di linguaggio
Chiedere un gelato, ordinare una pizza, presentare un lavoro a un convegno. Cose banali per la maggior parte di noi, ma quasi impossibili per chi ha una disartria, cioè un disturbo motorio del linguaggio che rende il parlato difficile da capire. E gli assistenti vocali basati sull'AI, da Alexa a Siri, non aiutano in tal senso, in quanto sono addestrati su voci "tipiche" e faticano enormemente a capire chi parla in modo diverso. Davide Mulfari, ingegnere informatico dell'Università di Messina nato con una paralisi cerebrale infantile, ha deciso di affrontare il problema alla radice con CapisciAMe.
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Se i modelli AI non capiscono il parlato atipico è perché non l'hanno mai sentito abbastanza. La soluzione è raccoglierlo, etichettarlo e usarlo per migliorare quei modelli tramite un processo chiamato fine-tuning, cioè un addestramento aggiuntivo su dati specifici.
CapisciAMe è un'app gratuita per iOS e Android che permette a chi ha una disartria di registrare frasi e parole direttamente dallo smartphone, quando e come vuole, senza dover andare in laboratorio o in ambienti dedicati.
Finora hanno contribuito più di 500 persone italiane con diverse forme di compromissione del linguaggio. Il risultato è un database di quasi 300 ore di parlato atipico etichettato e verificato, per oltre 350.000 registrazioni di singole frasi o parole. L'app è stata scaricata più di duemila volte e sta iniziando a diffondersi tra i logopedisti e le associazioni di categoria.
Sotto il cofano, CapisciAMe usa i modelli Whisper di OpenAI e Parakeet di Nvidia, cercando di migliorarli proprio attraverso i dati raccolti.
Mulfari ha costruito tutto questo senza finanziamenti diretti, appoggiandosi al supporto di università come quella di Sydney (che gli ha concesso potenza di calcolo) e del Cineca di Bologna, che gli ha dato accesso al supercomputer Leonardo. Per sei mesi ha potuto usare anche macchine virtuali di Nvidia. Ecco le parole del ricercatore:
Mi piacerebbe che un giorno CapisciAMe riuscisse a togliere ad Alexa di Amazon quell'aura di barriera che ha [...] e contribuisse a far diventare gli occhiali di Meta un formidabile strumento in grado di permettere a chiunque li indossi di capire me e tutti coloro che parlano come me.
È un promemoria che l'accessibilità nell'AI non è un problema secondario da risolvere dopo, anche perché in Italia le persone con disartria sono circa 700.000.