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Istituto don Bosco del Cairo compie 100 anni, parla italiano l'eccellenza in Egitto
Ha celebrato i suoi 100 anni con
il taglio di un nastro, insieme un traguardo e un nuovo inizio,
la scuola don Bosco del Cairo, Istituto Tecnico Industriale
Salesiano tra i più prestigiosi, dove le esigenze delle imprese
si incontrano con le abilità delle giovani generazioni, il Piano
Mattei si concretizza e dove, soprattutto - dicono gli stessi
studenti - i loro sogni diventano realtà.
La scuola consente ai giovani di conseguire un diploma
italiano, valido in tutta Europa ed accettato anche dall'Egitto,
i corsi sono in italiano e in arabo e si impara anche l'inglese.
Ad una formazione tecnica di alto livello unisce una educazione
laica e rispettosa dei principi di lealtà e pacifica convivenza,
aperta ad allievi di ogni fede.
Molte le autorità presenti alle celebrazioni: dal nunzio
apostolico Nicolas Thévenin, che ha portato con sè una
benedizione di papa Leone XIV, al ministro del Lavoro egiziano
Hassan Raddad, dal rettore maggiore dei salesiani Fabio Attard
al patriarca dei copti cattolici Anba Ibrahim Isaac. Dal
segretario generale della Ceeba (la Confederazione delle
associazioni d'affari euro-egiziane) Alaa Ezz ai rappresentanti
di tantissime imprese italiane e non solo,che guardano alla don
Bosco come il loro vivaio di talenti. Presente anche
l'ambasciata italiana al Cairo. Non ultimi, tanti ex studenti
oggi capitani d'azienda o tecnici iperqualificati e contesi.
Come Walid Saad, diplomato nel 2013, laureato al Politecnico di
Torino e oggi ingegnere con una sua azienda in Egitto. E non è
il solo.
La scuola ospita oggi 1005 studenti, tra cui 230 ragazze,
ammesse da qualche anno. Le domande sono migliaia, la selezione
severa. Aziende e associazioni fanno a gara per fare accordi,
tra queste anche la Alexbank del gruppo Intesa. Si trova a Rod
El Farag, un quartiere popolare del Cairo, dove dal 1926 i
salesiani non hanno mai smesso di prestare la loro opera
nonostante guerre e rivoluzioni offrendo istruzione, formazione
e accoglienza a ragazzi di ogni fede. Con loro, oggi, 60 docenti
di cui sedici italiani, alcuni inviati dal Maeci, altri con
contratti egiziani. E' una scuola privata, ma i salesiani,
ricorda padre Attard, non hanno mai lasciato indietro chi voleva
studiare pur non avendone la possibilità. Ne escono tecnici
specializzati di cui ha vitale bisogno l'Egitto, per le sue
nuove aziende che operano nel settore delle infrastrutture e
delle nuove tecnologie, e decine di imprese europee in cerca di
saldatori, meccanici, elettrotecnici, informatici, operai
specializzati ormai rarissimi in Italia.
Qualcuno chiama la scuola 'il Villaggio del futuro'. Il
ministro del lavoro egiziano Hassan Raddad ha evidenziato che i
suoi studenti "non sono solo capaci di abilità tecniche ma
dimostrano anche di saperle applicare sul lavoro, contribuendo
fattivamente al progresso e alla prosperità del Paese".
Qui la missione educativa di San Giovanni Bosco, oggi
modulata in 130 Paesi di 5 continenti, incontra oggi anche il
Piano Mattei del governo italiano. L'istituto è il fulcro del
progetto 'Piano Mattei-Istruzione', del 'Villaggio Italia' e
della sperimentazione del modello scolastico '4+2' che vede il
collegamento diretto tra istituti tecnici e ITS Academy
italiane, stanziando risorse mirate a favorire il passaggio
formativo dei giovani egiziani verso il mercato del lavoro
locale e le imprese in Italia.
Istituto don Bosco del Cairo compie 100 anni, parla italiano l'