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Il fascino dell'impermeabile sgualcito: dieci videogiochi noir da recuperare
L'arrivo pochi mesi fa di Mouse: P.I. For Hire ha riacceso i riflettori su un genere che, nel panorama videoludico, possiede un magnetismo a cui è difficile sottrarsi: il noir. Il netto e affascinante contrasto tra l'estetica rubber hose ispirata ai cartoni animati degli anni '30 e le tematiche spiccatamente hardboiled del titolo targato Fumi Games, nonostante il gioco utilizzi il noir come contesto e non genere principale vero e proprio, rappresenta l'innesco perfetto per risvegliare un bisogno ben preciso. Quella tentazione, quasi istintiva, di alzare il bavero di un impermeabile sdrucito, camminare sotto una pioggia incessante e tuffarsi a capofitto nei meandri di un caso intricato, dove la linea tra giusto e sbagliato è costantemente sfocata.
Da appassionata quale sono, ho deciso di raccogliere alcune delle esperienze investigative a tinte fosche più interessanti in circolazione. Non aspettatevi un banale elenco dei soliti sospetti: la mia intenzione è mescolare le carte in tavola, affiancando colossi obbligatori a perle più piccole, magari sconosciute ai più, ma capaci di regalare enormi soddisfazioni. Troverete giochi più o meno recenti, alcuni anche di una decina o più di anni fa, ma sempre e comunque recuperabili in modo da non perdervi nulla nel caso uno di essi attiri la vostra attenzione. Taccuino alla mano e cinismo ben calibrato, dunque, ecco una selezione di videogiochi noir da recuperare per chiunque abbia voglia di indossare un trench e perdersi tra i vicoli fumosi della corruzione.
Non si può parlare di videogiochi noir senza citare il colosso firmato Rockstar Games e Team Bondi. L.A. Noire è l'incarnazione videoludica dell'hardboiled più classico, una lettera d'amore alla Los Angeles corrotta e seducente degli anni '40. Nei panni del detective Cole Phelps, il fulcro dell'esperienza non sta tanto nelle sparatorie, quanto nella metodica ricerca degli indizi e, soprattutto, negli interrogatori. L'allora rivoluzionaria tecnologia di motion capture facciale ci costringe a scrutare ogni minimo tic, ogni sguardo sfuggente dei sospettati per capire se stanno mentendo e, nel caso, dubitare di loro con un "X Doubt" diventato ormai meme. L'ho giocato a suo tempo quando fu pubblicato e mi piacque al punto da ricomprarlo su PS4 - anche se non ho mai preso il trofeo di platino, una mancanza che devo colmare quanto prima. Ciò detto, L.A. Noire è un'esperienza investigativa che, al netto degli anni sulle spalle, mantiene intatto tutto il suo fascino.
Prendete i classici cliché del cinema noir, immergeteli in un'estetica in bianco e nero dai forti contrasti (con strategici tocchi di rosso) e sostituite gli umani con animali antropomorfi fotorealistici. Il risultato è Chicken Police, un'avventura grafica che sotto una scorza all'apparenza assurda nasconde una scrittura brillante, cinica e incredibilmente matura. Sonny Featherland e Marty MacChicken, due ex detective della polizia ormai ai ferri corti, si ritrovano a dover collaborare in un caso che scuote le fondamenta della città di Clawville. L'ho scoperto, ammetto, per caso mentre scorrevo le offerte del PS Store un po' come faccio con il catalogo Netflix, ossia senza concludere niente alla fine; invece, a sorpresa, ho individuato questo gioco e, venendo da una passione autentica per Blacksad, non ho potuto lasciarlo lì. Dialoghi taglienti, corruzione dilagante e un'atmosfera jazz irresistibile ne fanno un indie imperdibile. Dal 2024 è disponibile anche Chicken Police: Into the HIVE!, che tuttavia non ho ancora avuto modo di provare e su cui, dunque, non posso esprimermi.
Facciamo un salto in avanti nel tempo con un neo-noir dall'estetica retrofuturistica molto d'impatto. Ambientato in una New York distopica del 2329 dove la mortalità è diventata un lusso per pochi e le coscienze vengono trasferite da un corpo all'altro (Altered Carbon docet), Nobody Wants to Die ci mette nei panni del detective James Karra, chiamato a investigare su una serie di omicidi in cui il seria