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EA acquisita dal fondo saudita: completata la maxi operazione da 55 miliardi di dollari
Electronic Arts ha un nuovo padrone e si chiama Arabia Saudita.
Il 4 agosto 2026, alla chiusura della borsa americana, si è conclusa l'acquisizione della casa di EA Sports FC e Battlefield da parte di un gruppo di investitori guidato dal Public Investment Fund, la cassaforte con cui il regno saudita investe i soldi dello Stato nel resto del mondo. A presiedere il PIF è il principe ereditario Mohammed bin Salman.
Non è la prima incursione saudita nei videogiochi, ma è di gran lunga la più grossa.
Negli ultimi dieci anni Riad ha comprato pezzi di Nintendo, Capcom, Scopely, Nexon, Take-Two e SNK, muovendosi attraverso il PIF, Savvy Games Group e la Misk Foundation.
Chi critica queste operazioni parla di culture washing: comprare intrattenimento popolare per farsi una reputazione migliore all'estero e distogliere l'attenzione da quello che succede in casa.
Nell'affare ci sono anche il fondo americano Silver Lake e Affinity Partners, la società di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump.
Il conto totale è di 55 miliardi di dollari: circa 36 li mettono direttamente gli acquirenti, i restanti 20 arrivano da un prestito della banca JPMorgan Chase.
Il via libera delle autorità europee e americane è arrivato a luglio, senza ostacoli reali, anche se alcuni politici e sindacati statunitensi avevano chiesto verifiche più severe.
EA resta a Redwood City con Andrew Wilson amministratore delegato e ha promesso che i team continueranno a lavorare liberi come prima, senza licenziamenti immediati.
Su Assassin''s Creed Black Flag Resynced Launch Edition ( è uno dei più venduti di oggi.
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