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Assassin's Creed compie 20 anni nel 2027: è il momento giusto per un remake indimenticabile?
Nel 2027 Assassin’s Creed spegnerà ben 20 candeline (sì, il tempo vola) e quale momento migliore per annunciare il rifacimento del primo capitolo della saga? Io voglio crederci, e lo sogno così!
Avevo appena acquistato PS3 e ricordo benissimo le prime ore passate in compagnia dell’originale Assassin’s Creed. I ricordi genetici da poter rivivere erano un autentico colpo di genio, che consentiva di poter esplorare Acri, Damasco e Gerusalemme nel periodo della Terza Crociata. Nell’avventurarsi in questi contesti ludici ottimamente costruiti era possibile correre e arrampicarsi in ogni dove, nascondersi tra la folla nelle strade gremite di NPC e nel mentre scoprire sempre più a fondo il Credo degli Assassini, agendo nell’ombra per servire la luce. Potrei stare per ore a parlare dei meriti del gioco figlio di Patrice Desilets, che al netto di una evidente ripetitività nella costruzione delle indagini condotte da Altair sapeva offrire un’esperienza fresca e, per il tempo, genuinamente “next-gen”.
Il remake di Assassin’s Creed IV Black Flag è attesissimo e la cosa ha provato un punto (come se ce ne fosse bisogno): i rifacimenti dei capitoli classici della saga - se chiaramente sviluppati col giusto livello di cura e ambizione – hanno il potenziale per garantire ingenti guadagni a Ubisoft e nel mentre permetterle di riavvicinarsi a una vasta schiera di giocatori che, per varie ragioni, nel tempo si è allontanata dalle produzioni del colosso (nel frattempo, qui potete recuperare la nostra prova di Assassin’s Creed Black Resynced). Tornando al discorso fatto in apertura, il 2027 potrebbe essere l’anno giusto per annunciare un più massiccio impegno nella modernizzazione dei titoli della prima era dell’IP, a cominciare chiaramente dal capostipite della saga per poi continuare con l’epopea di Ezio Auditore da Firenze.
Ma quindi, come vorrei che fosse questo remake di Assassin’s Creed?
In primis, se fosse la prima pietra di un ampio progetto di remake, il gioco potrebbe serenamente contenere anche la porzione nel presente da vivere nei panni di Desmond Miles (qui vi spieghiamo perché il presente in Assassin’s Creed Black Flag Resynced non sarà uguale a quello dell’originale AC IV). In questo modo, le interazioni con Lucy e lo scienziato calcolatore Warren Vidic verrebbero preservate e volendo il team avrebbe l’occasione di inserire qualche piccola aggiunta di valore alle fasi con Desmond, magari legata alla figura del Soggetto 16 (cruciale negli eventi di Assassin's Creed Revelations). Inoltre, come potrete ben immaginare, l’impiego di Anvil consentirebbe alle affascinanti location dell’avventura di sorgere a nuova vita, con superfici e punti di interesse splendidamente realizzati, un sistema di illuminazione avanzato ed NPC più convincenti.
Vorrei inoltre un combat system pensato per restituire lo spettacolo delle esecuzioni semplici ma d’impatto viste nell’originale, e forte di animazioni rinnovate, atte a variegare ulteriormente le combinazioni di colpi eseguibili con le armi presenti. Più di ogni altra cosa, gli sviluppatori del possibile remake dovrebbero impegnarsi non poco nel ripensare la struttura degli incarichi principali, che senza ombra di dubbio rappresentava l’aspetto più carente del primo gioco della serie. Tra interrogatori, discorsi da origliare e altre attività di questo tipo, le indagini di Altair stufavano in fretta e non potrebbero certo essere restituite al pubblico così come erano. Siccome presentava caricamenti a ogni passaggio dalla mappa centrale alle città chiave dell’avventura, il mondo di gioco dovrebbe essere reso molto più piacevole da esplorare, tanto con l’assenza di interruzioni, quanto con la presenza di attività secondarie degne di questo nome (niente più bandierine da collezionare, per piacere).
Penso a qualcosa di connesso alla Prima Civilizzazione, visto che al contrario di quanto accaduto nel 2007 non è più un elemento dell’immaginario avvolto da un alone di mistero o da svelare progressivament