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I russi vogliono obbligare Apple a preinstallare l’app di messaggistica Max su iPhone
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In Russia il Servizio Federale Antimonopolio ha aperto un procedimento contro Apple per il presunto rifiuto di preinstallare sui propri dispositivi di Max, app di messaggistica sostenuta dallo Stato, ma anche l’app store nazionale RuStore.
È solo l’ultimo di vari scontri tra Apple e le autorità russe, con queste ultime che da tempo cercando di stringere il controllo statale sul mercato digitale del paese e imporre alle società tecnologiche straniere di vendere dispositivi predisposti da subito ai servizi nazionali.
Il Servizio Federale Antimonopolio (FAS) ha dichiarato di aver precedentemente diffidato Apple di eliminare quelle che ritiene condizioni discriminatorie a danno dei motori di ricerca russi, e a conformarsi ai requisiti che prevedono la preinstallazione del software nazionale sui dispositivi con sistema operativo iOS.
Lo riferisce The Moscow Times spiegando che Apple ha parzialmente ottemperato alla diffida consentendo la preinstallazione di un motore di ricerca russo nella versione aggiornata del proprio sistema operativo, ma ha ignorato il requisito relativo a quello che il FAS descrive come il ‘messenger nazionale’ e all’app store interno, riferimenti a Max e RuStore.
Apple rischia una sanzione fino a 4 miliardi di rubli (49,6 milioni di dollari) qualora venisse accertata la violazione della legge russa sulla concorrenza. L’autorità di regolamentazione aveva avvertito Apple lo scorso mese di conformarsi ai requisiti di preinstallazione entro il 15 luglio 2026. Successivamente, secondo quanto dichiarato dal FAS, Apple ha abilitato la preinstallazione di un motore di ricerca russo in iOS 26.6. A fine giugno Apple ha rimosso l’app Max dall’app Store.
Max è una super-app simile a WhatsApp o Telegram ma priva di crittografia e che, secondo vari esperti, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone, insieme ai motori di ricerca locali.
Ufficialmente la multinazionale di Cupertino ha sospeso vendite e le spedizioni verso la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina ma telefoni e dispositivi di Apple restano comunque disponibili nel paese attraverso le importazioni
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