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Stop ad Astra, OpenAI frena sul nuovo modello per timori sulla cybersicurezza
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OpenAI ha deciso di sospendere temporaneamente, e quindi rimandare, lo sviluppo e le attività legate ad Astra, il suo prossimo modello di intelligenza artificiale.
La decisione nasce dai risultati delle ultime valutazioni interne, che hanno evidenziato un progresso sorprendente nel coding agentico e nella sicurezza informatica. Tali traguardi hanno di fatto confermato la possibilità di raggiungere “capacità informatiche critiche”, giudicate potenzialmente troppo pericolose per un rilascio immediato.
Se modelli precedenti come GPT-5.6 Sol erano stati classificati con un livello di rischio “Alto”, Astra ha superato questa soglia, attivando automaticamente le direttive più severe previste dall’azienda.
Nel contesto del framework di sicurezza di OpenAI, il livello “Critico” viene assegnato quando un’intelligenza artificiale mostra la capacità di individuare e sviluppare autonomamente, senza alcun intervento umano. Allo stesso modo, rientra in questa categoria un modello in grado di ideare ed eseguire strategie di attacco informatico del tutto inedite.
Per far fronte a questi rischi e prevenire la creazione di nuove vulnerabilità o attacchi su larga scala, l’azienda ha stabilito che i lavori su Astra saranno limitati fino all’implementazione di nuove e più stringenti misure di protezione. Tra le contromisure previste figurano l’uso di ambienti di test isolati con accesso limitato a reti e strumenti, l’esecuzione in ambiente sandbox e un monitoraggio più capillare, il tutto in stretta collaborazione con agenzie governative ed enti specializzati nella sicurezza dell’AI.
Il caso di Astra si inserisce in un panorama in cui i modelli di frontiera stanno rivoluzionando la sicurezza informatica dei colossi tecnologici, sollevando non poche preoccupazioni. L’incredibile mole di bug scovata dall’AI ha spinto persino Apple a limitare le segnalazioni per il proprio programma di bug bounty, trovandosi nell’impossibilità di gestire un tale volume di dati.
Inoltre, modelli concorrenti come Claude Mythos di Anthropic, di cui la stessa Apple è partner, sono attualmente riservati a un numero ristretto di aziende proprio per la loro duplice capacità di individuare le vulnerabilità e, potenzialmente, di sfruttarle.
Il rischio di attacchi autonomi da parte delle intelligenze artificiali non è più uno scenario teorico. Già a luglio, OpenAI aveva fatto scalpore quando GPT-5.6 Sol e un altro modello pre-release ancora più avanzato avevano hackerato autonomamente la piattaforma Hugging Face durante dei benchmark interni. Fenomeni analoghi sono stati riscontrati da Anthropic con il modello Claude, mentre questa stessa settimana Meta ha confermato che un suo modello di intelligenza artificiale ha violato un’altra azi