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Steam Machine - La recensione
Credo che prima di iniziare a esaminare Steam Machine sia meglio parlare un minimo della mia prospettiva al riguardo, del modo in cui la utilizzo e di come si inserisce nel mio ecosistema da gioco. Il mio computer principale è di fascia decisamente alta, un ROG fisso costruito a mano e in edizione limitata di Hatsune Miku; la maggior parte del mio tempo di gioco è impiegata su questo PC, che uso anche per scrivere, spesso per vedere film e, in generale, rappresenta il mio dispositivo di intrattenimento e lavoro principale. In salone ho una postazione di gioco secondaria con una televisione Mini-LED (non comprerò mai un OLED fino a quando il problema del burn-in non sarà integralmente esorcizzato), su cui sono collegati un hardware che permette di giocare a Time Crisis, una PlayStation 5 rotta, e comunque utilizzata poco, e una Switch 2 che sfrutto soprattutto quando ho ospiti.
Da qualche giorno alla postazione del salotto si è aggiunta una Steam Machine, ed è rapidamente diventata la mia seconda piattaforma da gioco preferita, con alcuni giorni in cui quasi non accendo il mio PC principale e mi "limito" ad usare quest'ultima macchina, per quanto la sua potenza sia quasi infinitesimale rispetto alla mia piattaforma di gioco principale. Questo dettaglio credo sia importante, perché mi ha spinto a riflettere sul vantaggio offerto dalla "console" di Valve rispetto alle offerte di Sony e Nintendo.
L’unboxing ha rappresentato un’esperienza di pura gioia. Avevo un sorriso stampato in faccia sia quando ho ritirato il pacco, sia quando l’ho messo sul tavolo del mio salotto per spacchettarne lentamente i vari contenuti. Le tre "faceplate" aggiuntive della versione da 2 TB permettono di vestire Steam Machine in modo che si sistemi meglio all’interno di vari salotti, e sono anche profondamente diverse tra loro, con quella di default in plastica rigida nera, una seconda in plastica e tessuto rosso, della stessa tonalità del logo di Valve, mentre l’ultima è in legno di noce, e si sposa molto bene con arredi dal taglio più classico.
Trovo sia importante spendere un istante per sconsigliare di usare Steam Machine senza faceplate, magari pensando che questo aiuti i valori termici. Per il modo in cui è stato progettato il dispositivo, l’aria deve passare anche nell’area inferiore, e non solo dal fronte. RAM e SSD sono infatti nella parte più bassa, mentre CPU e GPU ricevono il flusso d’aria dall’area frontale. Togliere la piastra magnetica riduce effettivamente le temperature di CPU e GPU di pochissimi gradi, ma espone SSD e RAM a un maggiore stress termico.
A livello hardware Steam Machine rappresenta sia un interessante pezzo di tecnologia che qualcosa di decisamente poco all’avanguardia. La progettazione è notevole: Valve ha creato un cubo che sta benissimo accanto a una TV, con un sistema di raffreddamento efficace e silenziosissimo; alcuni accorgimenti come la barra LED frontale che mostra l’avanzamento dell’installazione dei giochi uniscono l’utile al delizioso, ed easter egg come l’urlo di Wilhelm se si fa cadere lo Steam Controller non possono che strappare un sorriso. D’altro canto, l’hardware vero e proprio, il "motore" che fornisce energia al tutto e "muove" i giochi non è certamente il più potente che esista. Valve ha dichiarato che rappresenta una configurazione sulla media rispetto a tutti gli utenti Steam, ma questo significa poco.
MEMORIA: SSD NVMe da 512 GB / 2 TB, slot per schede microSD
CONNETTIVITÀ: Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.3, Ethernet Gigabit
ALTRI DETTAGLI: Adattatore wireless integrato per Steam Controller, fattore di forma ridotto, cubo di circa 15 cm.
Durante la mia prova ho deciso di trattare il cubo di Valve il più possibile come una console: nessuna configurazione avanzata e giochi in versione "standard", sia quelli ufficialmente supportati che no. Steam Machine ha gestito tutto senza bug, senza crash e garantendo una fluidità dignitosa in ogni caso; la configurazione di default limita la risoluzione a 1080p, ch