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Framework conferma il furto dei dati dei clienti
Framework Computer ha confermato una violazione dei dati che ha coinvolto tutti i suoi clienti, esponendo informazioni utilizzabili per campagne di phishing e impersonificazione. L’intrusione è partita da una vulnerabilità zero-day di Metabase Cloud, piattaforma esterna impiegata dal produttore di notebook modulari per analizzare i dati aziendali.
Le informazioni accessibili comprendevano nomi completi, indirizzi email, numeri di telefono, IP utilizzati per l’accesso e dati completi di fatturazione e spedizione, inclusi Paese, città, stato e codice postale. Framework non ha ancora stabilito se l’attaccante abbia effettivamente scaricato l’intero insieme di record raggiungibili attraverso la falla zero-day.
La vulnerabilità interessa Metabase dalla versione 1.58 e colpisce sia il servizio ospitato nel cloud sia le installazioni gestite direttamente dalle organizzazioni. L’attacco sfruttava la funzione di reimpostazione della password: una richiesta iniziale all’apposito endpoint era seguita da una chiamata per recuperare le informazioni dell’utente corrente, aprendo la strada all’iniezione di comandi SQL non autorizzati.
Con questa tecnica l’intruso poteva ottenere privilegi amministrativi sull’applicazione e accedere alle credenziali dei database collegati. Metabase, utilizzata da oltre 100.000 clienti, ha bloccato gli endpoint coinvolti, distribuito una correzione e aggiornato gli account cloud vulnerabili. Chi gestisce l’applicazione sui propri server deve installare la patch e sostituire le credenziali associate ai database.
Framework ha indicato che l’esposizione riguarda tutti i clienti, senza comunicare un numero preciso. Rimane aperta la verifica sugli account Framework for Business, che potrebbero includere anche numeri telefonici aziendali, identificativi fiscali e indirizzi email di fatturazione. L’origine presso un fornitore esterno richiama il breach di SoFi collegato a un servizio di terze parti, con un perimetro che dipende dai dati condivisi tra le piattaforme.
La società ha escluso dal materiale compromesso i dati di pagamento, la cronologia degli ordini e le informazioni personali non comprese nelle categorie elencate. Nomi, indirizzi fisici e telefoni restano però sufficienti per costruire messaggi di phishing mirato, chiamate fraudolente o richieste apparentemente credibili collegate a un acquisto.
Dopo l’avviso ricevuto da Metabase, Framework ha completato la rotazione delle credenziali per i database connessi all’ambiente di analisi. Le verifiche svolte finora non mostrano modifiche agli accessi amministrativi né compromissioni di sistemi esterni a Metabase. Il produttore sta inoltre riesaminando quali informazioni interne vengono trasmesse agli strumenti analitici di terze parti.
L’obiettivo dichiarato è limitare in futuro l’accesso alle sole colonne indispensabili per ogni analisi. Ai clienti viene raccomandato di diffidare da email e telefonate non richieste, controllare attentamente il dominio del mittente e accedere al proprio account digitando direttamente l’indirizzo del sito, evitando i collegamenti contenuti nei messaggi. Ulteriori comunicazioni arriveranno qualora l’indagine individui conseguenze aggiuntive.
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