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Pinocchio e il Campo dei Miracoli dell’intelligenza artificiale
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Bisogna andare dall’altra parte del mondo, nel cuore della Silicon Valley, per scoprire che la spiegazione ai cicli dell’hype, agli algoritmi tossici che danno la dipendenza e a tutto il male social che, secondo sempre più critici, vengono dai Big Tech possono essere letti con la lente di una storia antica che noi italiani conosciamo molto bene: Pinocchio di Collodi. Lo spiega un articolo di un noto blogger indo-americano, Om Malik, come vi raccontiamo qua di seguito.
Nel romanzo di Collodi, la Volpe e il Gatto convincono Pinocchio a seppellire le sue quattro monete d’oro nel Campo dei Miracoli, promettendogli che durante la notte germineranno in un albero carico di zecchini. È lo schema più antico del mondo applicato a un linguaggio nuovissimo, dove le monete diventano capitali di investimento e l’albero magico sono alternativamente i BitCoin o la prossima generazione di modelli linguistici e robot autonomi.
Prendiamo questi ultimi. Solo nel primo trimestre del 2026 le startup di intelligenza artificiale hanno raccolto 240 miliardi di dollari, una cifra che riaccende come al solito il dibattito sulla bolla, anche se la lettura più convincente parla ormai di una selezione naturale dell’intelligenza artificiale, rapida e spesso brutale, più che di un crollo imminente.
Il caso più istruttivo arriva proprio dalla Silicon Valley, ed è quello di Apple. Dopo aver promesso nel 2024 una Siri rinnovata e capace di comprendere il contesto personale dell’utente, l’azienda di Cupertino ha dovuto ammettere che le funzioni più avanzate non avrebbero rispettato i tempi annunciati, in un susseguirsi di rinvii che ha coinvolto manager, comunicati stampa e persino scuse mancate ai vertici. Non si è trattato di una scelta strategica travestita da prudenza, ma del riconoscimento, raro nel settore, che il prodotto non era ancora pronto per essere mostrato al pubblico. Tanto è vero che quando finalmente era pronto, Apple ha deciso di non esportarlo in Europa non tanto per ragioni tecnologiche quanto di scelte di modello di business: come massimizzare l’impatto altrimenti? Non certo diluendone le potenzialità.
Dall’altra parte del settore tecnologico, Elon Musk offre il caso opposto, quello della promessa che si rinnova prima ancora di essere verificata. Dal 2016 l’imprenditore annuncia l’arrivo imminente della guida completamente autonoma e dei robotaxi Tesla, con scadenze che si sono spostate di anno in anno fino al lancio, parziale e sorvegliato, del servizio Cybercab presentato a fine 2024. Ogni rinvio viene presentato come l’anticamera di un salto di qualità ancora più grande, esattamente come la Volpe e il Gatto rilanciano sempre la posta quando il primo miracolo tarda ad arrivare.
Se il Campo dei Miracoli racconta il lato delle promesse, il Paese dei Balocchi racconta il lato della cattura. Nel romanzo i bambini vi arrivano felici, abbandonano scuola e doveri per un luogo di divertimento perenne, e lentamente, senza accorgersene, si trasformano in somari da lavoro. È difficile non pensare al feed algoritmico, costruito apposta per trattenere oltre il punto in cui l’esperienza è ancora piacevole: in Italia gli adolescenti trascorrono in media sei ore al giorno davanti allo schermo del telefono, un tempo che diventa esso stesso la merce venduta agli inserzionisti.
La trasformazione più sottile, però, riguarda le relazioni. I chatbot conversazionali, sempre disponibili e privi di giudizio, stanno diventando per una parte degli adolescenti i nuovi interlocutori di riferimento, quelli a cui si raccontano dubbi, paure e domande che altrove troverebbero risposte più faticose e più vere. Collodi non conosceva l’intelligenza artificiale, ma aveva già capito che un compagno sempre d’accordo, sempre presente e mai esigente, è il modo più efficace per allontanare un ragazzo dagli adulti che dovrebbero accompagnarlo a crescere.
Gli effetti di questa dipendenza digitale si vedo