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Apple testa le DRAM di CXMT, ma la fornitura resta in dubbio
Apple starebbe testando le memorie prodotte da CXMT in diversi dispositivi destinati al mercato cinese, nel tentativo di ampliare la propria catena di approvvigionamento. La valutazione, tuttavia, potrebbe non trasformarsi in un contratto di fornitura: capacità produttiva, condizioni economiche e requisiti qualitativi rendono ancora incerto l'ingresso delle DRAM cinesi nei prodotti commerciali dell'azienda.
Il gruppo di Cupertino cerca alternative mentre Samsung, SK hynix e Micron concentrano una parte crescente delle risorse sui clienti dell'intelligenza artificiale, capaci di effettuare ordini molto più grandi e remunerativi. L'eventuale coinvolgimento di CXMT offrirebbe ad Apple un'ulteriore fonte di memoria e ridurrebbe la dipendenza dai tre fornitori dominanti, ma soltanto per i dispositivi distribuiti in Cina.
La trattativa economica rappresenta un primo ostacolo. CXMT avrebbe già respinto una richiesta di sconto avanzata da Apple, adottando un atteggiamento analogo nei confronti di Huawei. Il produttore ha inoltre concluso con Tencent un accordo da 3 miliardi di dollari distribuito su tre anni, un impegno che mostra quanto la domanda locale consenta di privilegiare gli ordini con i margini più elevati.
Anche la disponibilità effettiva resta da verificare. CXMT avrebbe in programma di portare la propria capacità fino a 600.000 wafer al mese, ma la maggior parte dei nuovi volumi sarebbe riservata ancora una volta ai clienti legati all'intelligenza artificiale. Una capacità nominale più alta, quindi, non garantirebbe automaticamente ad Apple forniture sufficienti né una priorità adeguata durante eventuali periodi di scarsità.
Apple sottopone normalmente ogni nuovo fornitore a procedure di qualifica lunghe, con controlli su prestazioni, affidabilità e uniformità della produzione. I test non implicano quindi che CXMT sia già stata approvata. Un precedente arriva da BOE, presente da anni nella filiera Apple ma impiegata soprattutto per gli schermi degli iPhone meno costosi: i pannelli dell'azienda cinese sarebbero stati esclusi da iPhone 18 Pro e Pro Max per problemi di controllo qualità.
Un altro limite riguarda le prestazioni. Le memorie DDR5 di CXMT risulterebbero più lente rispetto alle soluzioni SK hynix configurate alla stessa velocità nominale. Per Apple non basta che un componente rispetti una specifica di base: deve anche garantire consumi, latenze, stabilità e rese produttive compatibili con dispositivi venduti in grandi quantità e con standard coerenti tra differenti lotti.
CXMT può dunque offrire ad Apple una leva per diversificare la filiera cinese, ma non appare ancora un sostituto diretto dei fornitori storici. Senza maggiore flessibilità sui prezzi, volumi riservati e risultati convincenti durante la qualifica, il rapporto potrebbe fermarsi ai test. L'ipotesi commerciale rimane aperta, mentre un impiego su vasta scala richiederebbe progressi simultanei sul piano industriale e qualitativo.
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