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Meta, il processo si farà: l'accusa è "dipendenza" nei minori
Una stima massima da 1.400 miliardi di dollari accompagna il processo federale che Meta Platforms affronterà a Oakland per la progettazione di Facebook e Instagram. La cifra è stata calcolata dalla stessa società applicando il metodo proposto dagli Stati: non è una multa già inflitta e nessuna sentenza ne ha stabilito l'importo. Al centro della causa ci sono le accuse di avere favorito un uso compulsivo delle piattaforme tra bambini e adolescenti, nascondendo o minimizzando i rischi.
La selezione della giuria comincerà il 12 agosto 2026, mentre le dichiarazioni iniziali sono fissate al 18 agosto. California, Colorado, Kentucky e New Jersey porteranno per primi in aula le contestazioni fondate sulle rispettive leggi di tutela dei consumatori. I procuratori chiedono sanzioni, restituzioni e provvedimenti capaci di modificare il funzionamento delle piattaforme quando vengono utilizzate dai minori.
Il procedimento nasce dalla causa consolidata avviata nel 2023 da una coalizione di procuratori generali statali. La denuncia consolidata comprende anche le rivendicazioni presentate da 29 Stati ai sensi del Children's Online Privacy Protection Act. In questo caso, Meta è accusata di avere raccolto dati appartenenti a utenti con meno di 13 anni senza un consenso parentale conforme alla normativa federale.
Le contestazioni collegano la progettazione di Facebook e Instagram al modello economico della società. Gli atti giudiziari indicano che quasi tutti i ricavi realizzati da Meta nel 2024 provenivano dalla pubblicità mostrata agli utenti delle sue piattaforme. Il coinvolgimento degli iscritti e il tempo trascorso sui servizi diventano quindi elementi centrali delle accuse avanzate dagli Stati.
Il procedimento ha superato un passaggio decisivo nel giugno 2026, quando la giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers ha respinto la richiesta di Meta di chiudere il caso attraverso un giudizio sommario. Nell'ordinanza federale, la giudice ha rilevato l'esistenza di controversie di fatto che dovranno essere valutate durante il processo.
Meta nega di avere ingannato gli utenti e considera priva di fondamento la quantificazione massima delle sanzioni. La società contesta inoltre l'impostazione degli Stati sostenendo che la dipendenza dai social media non costituisca una diagnosi psichiatrica riconosciuta. Sarà la giuria a esaminare le accuse dei quattro Stati sulle tutele dei consumatori e le rivendicazioni COPPA avanzate dalla coalizione più ampia.
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