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Porsche scarica Volkswagen e si allea con Xpeng per le emissioni
Porsche esce dal pool europeo sulle emissioni guidato da Volkswagen e si allea con il costruttore cinese Xpeng per affrontare la sfida della CO2
Non è un periodo roseo in casa Porsche e neppure nel grande impero targato Volkswagen. Proprio in queste ore il destino della famiglia Piech-Porsche all’interno del board del marchio di Zuffenhausen sembra appesa a un filo, ma è la questione delle emissioni che sancisce un effettivo scisma tra Porsche e il colosso di Wolfsburg. Infatti, in questo grande risiko dell’automobile europea, il Cavallino di Stoccarda sceglie un alleato cinese per la battaglia della CO₂: Xpeng. Addio al pool europeo gestito dal gruppo VW.
Per capire la portata della notizia bisogna fare un passo indietro e partire dal meccanismo del cosiddetto “pooling” europeo. Le norme comunitarie consentono ai costruttori di unire le rispettive flotte in un unico raggruppamento ai fini del calcolo delle emissioni medie di CO₂. In sostanza, i risultati di un marchio possono compensare quelli di un altro, permettendo all’intero gruppo di rispettare i limiti imposti da Bruxelles.
L’obiettivo è evitare o ridurre le sanguinose sanzioni previste per chi supera le soglie fissate dall’UE. Per questa ragione i pool sono divenuti uno strumento fondamentale, specialmente in una fase in cui la domanda di auto alla spina procede a ritmi meno sostenuti rispetto alle aspettative iniziali.
La decisione di Porsche non nasce per caso. Dietro la scelta c’è anche la nebulosa situazione del gruppo Volkswagen, chiamato a recuperare terreno dopo aver mancato gli obiettivi emissivi del 2025. Secondo i dati comunicati alle istituzioni europee, il colosso teutonico avrebbe registrato una media di circa 100 grammi di CO₂ per chilometro, al di sopra del limite fissato a 93,6 grammi.
Grazie al sistema di verifica introdotto da Bruxelles, i costruttori possono ora calcolare la conformità su un periodo di tre anni, dal 2025 al 2027, e non più su base annuale. Questo vuol dire che eventuali risultati negativi possono essere compensati da prestazioni migliori negli anni successivi. Per Wolfsburg, tuttavia, la sfida resta enorme. Migliorare rapidamente il bilancio emissivo della flotta è diventato fondamentale per evitare sanzioni che potrebbero raggiungere centinaia di milioni di euro.
È qui che entra in gioco Porsche. Il marchio di lusso sta attraversando una fase di riposizionamento strategico che vede un maggiore peso delle motorizzazioni ibride rispetto a quanto previsto inizialmente. Parallelamente, le vendite delle vetture elettriche non stanno crescendo con la velocità immaginata solo pochi anni fa. Questo significa che Porsche rischia di incidere negativamente sulla media emissiva del gruppo VW proprio nel momento in cui servirebbero risultati migliori.
L’alleanza con Xpeng offre invece un vantaggio immediato. Il costruttore cinese commercializza nel Vecchio Continente una gamma composta solamente da modelli a batteria, caratterizzati perciò da emissioni di CO₂ pari a zero nel ciclo di utilizzo previsto dalle normative europee. In altre parole, le elettriche di Xpeng possono contribuire ad abbassare in modo drastico la media complessiva del nuovo pool.
L’accordo sarà valido fino alla fine del 2027 e sarà gestito direttamente da Porsche. Ma c’è un elemento che potrebbe renderlo ancora più interessante. Il nuovo raggruppamento è infatti aperto ad altri costruttori. Le aziende interessate potranno chiedere di aderire entro il 5 settembre, ampliando ulteriormente il peso del pool e la sua capacità di influenzare i risultati emissivi. Dunque, sotto a chi tocca.