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Un satellite lunare per svelare l'alba dell'Universo
Un satellite grande quanto una valigia potrebbe usare la Luna come scudo contro il rumore radio terrestre. Il consorzio britannico CosmoCube sta sviluppando un osservatorio da collocare in orbita lunare, a circa 100 chilometri dalla superficie, per cercare il debolissimo segnale a 21 centimetri dell’idrogeno neutro. Le misurazioni avverrebbero durante i passaggi dietro il lato nascosto, quando la massa della Luna separerebbe gli strumenti dalle emissioni provenienti dalla Terra.
La riga a 21 centimetri nasce da una transizione iperfine dell’idrogeno neutro ed è considerata uno degli strumenti più promettenti per studiare le epoche oscure cosmiche, precedenti alla formazione delle prime stelle. L’espansione dell’universo ha spostato questo segnale dalla frequenza originaria di circa 1,42 GHz verso valori molto più bassi. Il radiometro di CosmoCube esplorerà indicativamente la banda compresa tra 10 e 100 MHz, seguendo un intervallo che arriva fino alla successiva fase di reionizzazione.
Da Terra, queste frequenze sono particolarmente difficili da osservare. L’ionosfera altera o blocca parte dei segnali, mentre le trasmissioni artificiali, comprese quelle radio FM, producono interferenze molto più intense della traccia cosmologica cercata dagli astronomi. Dietro la Luna, CosmoCube disporrebbe invece di finestre osservative schermate da entrambe le fonti di disturbo. La missione è progettata per operare per due anni, accumulando dati nei successivi passaggi sul lato nascosto.
Il carico utile deve combinare sensibilità scientifica e consumi compatibili con un satellite leggero. Lo spettrometro sperimentale di CosmoCube impiega un Xilinx RFSoC, una trasformata FFT da 4096 punti e un banco di filtri polifase. La risoluzione dichiarata è di 62,5 kHz, mentre i test pubblicati indicano un consumo ottimizzato di 5,45 watt: un vincolo rilevante per mantenere operativo il ricevitore sulla piattaforma prevista.
Lo sviluppo ha già superato una prima serie di verifiche ambientali. Nel 2025 la piattaforma candidata ha completato test in camera termo-vuoto presso RAL Space, necessari per riprodurre le condizioni estreme incontrate nello spazio. La UK Space Agency ha inoltre assegnato altre 158.000 sterline alle attività del periodo 2025-2026, che comprendono lo sviluppo della missione, le prove del payload e l’analisi delle possibili opzioni di lancio.
Il progetto coinvolge la University of Cambridge, la University of Portsmouth, RAL Space e Surrey Satellite Technology Ltd. Il consorzio ha anche discusso con il Jet Propulsion Laboratory della NASA aspetti legati alla calibrazione, alle simulazioni e alle possibili sinergie scientifiche. CosmoCube è però ancora in sviluppo: il progetto ufficiale definisce orbita, obiettivi e durata operativa prevista, ma non indica una data definitiva per il lancio.
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