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Trump non vuole che Apple acquisti memorie cinesi
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L’Amministrazione Trump non vuole che Apple acquisti chip di memorie dalla Cina. Lo ha dichiarato in un’intervista il Segretario al Commercio Howard Lutnick ma la multinazionale di Cupertino potrebbe farlo comunque.
Lo riferisce il Wall Street Journal spiegando che da mesi Apple sta cercando l’approvazione dell’amministrazione Trump per acquistare chip di memoria da due società cinesi, CXMT e YMTC, un’iniziativa che sta incontrando l’opposizione di entrambi gli schieramenti politici ma anche di realtà quali Micron.
CXMT è presente nella Entity List del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (l’elenco di aziende considerate a rischio per la sicurezza nazionale o la politica estera americana) e il Pentagono ha designato sia YMTC sia CXMT come società militari cinesi a causa dei loro presunti legami con l’esercito di Pechino.
Apple ha bisogno di componenti per iPhone, iPad, Mac, ecc., elementi che stanno diventando difficili da ottenere per colpa della società di AI che da tempo hanno iniziato a rstrellare tutta la RAM sul mercato, arrivando a esaurirne le scorte e a prenotare quella in via di realizzazione. I prezzi sono esplosi con rincari anche del 700% e ovvie difficoltà per chi produce smartphone, tablet, computer, console, ecc.
Apple ha già ritoccato all’insù i listini e la penuria di memorie avrebbe portato a trattative con aziende cinesi; questo tipo di memorie non dovrebbero essere usate su prodotti destinati agli Stati Uniti ma possibili accordi con i produttori cinesi non sono graditi alla Casa Bianca.
Il Wall Street Journal riferisce che il Segretario al Commercio Howard Lutnick è intervenuto sulla vicenda, esprimendo l’opposizione dell’amministrazione Trump ai piani di Apple.
“L’amministrazione Trump non è favorevole a questa soluzione”, ha dichiarato Lutnick in un’intervista dopo aver visitato un impianto di produzione di Apple a Houston. Ci devono essere “altre soluzioni al problema della memoria, ma non è ammissibile che grandi aziende americane utilizzino memorie cinesi”.
I commenti di Lutnick sono arrivati un giorno dopo la visita di quest’ultimo insieme a Tim Cook al nuovo Advanced Manufacturing Center di Apple a Houston, in Texas, al fianco del senatore Ted Cruz e di altri funzionari federali e locali.
Il nuovo centro di Apple rientra nell’investimento da 600 miliardi di dollari che l’azienda ha destinato alla produzione negli USA; una mossa che in molti vedono come un tentativo di restare nelle grazie dell’amministrazione Trump e ottenere in cambio accordi favorevoli.