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La crescita dell'industria rallenta in Cina. Male anche le vendite e gli investimenti
La produzione industriale cinese è cresciuta del 4,5% su base annua a luglio, in rallentamento rispetto al +5,3% di giugno e sotto le attese del 5%, secondo i dati dell'Ufficio nazionale di statistica cinese (Nbs).
Si tratta del ritmo di crescita più debole degli ultimi mesi, in un quadro segnato dalla debolezza della domanda interna e dalle interruzioni provocate dagli eventi meteorologici estremi. Il rallentamento ha interessato in particolare il manifatturiero, la cui produzione è aumentata del 5,5% dal 6% di giugno, e il comparto di elettricità, riscaldamento, gas e acqua, passato dal +7,4% al +5%. Più marcata la contrazione dell'attività mineraria, scesa del 4,2% dopo il -2,2% di giugno.
Nel manifatturiero, 25 dei 41 principali comparti industriali hanno comunque registrato una crescita. Spiccano computer e apparecchiature per le comunicazioni (+19,1%), costruzioni ferroviarie e navali (+13,6%), macchinari specializzati (+12,6%), macchinari generali (+9,5%) e automotive (+8,7%). In calo invece la produzione chimica (-1,2%), quella di carbone (-10,8%) e dei prodotti minerali non metallici (-3,3%).Nei primi sette mesi dell'anno la produzione industriale cinese ha segnato una crescita del 5,3% su base annua. Su base mensile, a luglio l'aumento è stato dello 0,11%.
Le vendite al dettaglio in Cina hanno rallentato a luglio, aumentando dello 0,6% su base annua contro il +1% di giugno e ben al di sotto delle attese degli analisti, che indicavano una crescita dell'1,5%. I dati, diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica (Nbs), confermano la debolezza della domanda interna e dei consumi, in un quadro di rallentamento dell'economia cinese.
A pesare sono soprattutto gli acquisti di beni di maggiore valore: le vendite di automobili sono crollate del 17%, mentre quelle di prodotti petroliferi sono diminuite del 7,6%, quelle di mobili dell'8,8% e quelle di materiali da costruzione del 14,2%. In controtendenza le vendite di apparecchiature per le telecomunicazioni, salite del 20,4%, quelle di cosmetici (+6,8%), tabacco e alcol (+6%) e prodotti alimentari (+5,3%).
Nel dettaglio, i ricavi della ristorazione sono aumentati dell'1,4%, mentre le vendite di beni al dettaglio sono cresciute dello 0,5%. Nei primi sette mesi dell'anno, le vendite al dettaglio complessive sono aumentate dell'1,2%, mentre quelle al netto delle automobili hanno registrato un incremento del 2,7%.
Le vendite online di beni sono cresciute del 4,6% nello stesso periodo. Il dato conferma la difficoltà di rilanciare i consumi interni, uno degli obiettivi prioritari indicati da Pechino per sostenere la crescita.
Gli investimenti in attività fisse in Cina sono diminuiti del 6,7% su base annua nei primi sette mesi del 2026, accelerando il calo rispetto al -5,7% registrato nel primo semestre e facendo peggio delle attese degli analisti (-6,2%). I dati sono stati diffusi oggi dall'Ufficio nazionale di statistica (Nbs).
A pesare maggiormente è ancora il settore immobiliare, dove gli investimenti sono crollati del 19,2%, dopo il -18% segnato tra gennaio e giugno. In calo anche gli investimenti nelle infrastrutture (-3,6%, da -2,4%) e nel manifatturiero (-1,7%, da -1,2%).
Escludendo il comparto immobiliare, gli investimenti fissi hanno registrato una contrazione del 5,7%, in netto peggioramento rispetto al -2,7% dei primi sei mesi. Su base mensile, a luglio gli investimenti sono diminuiti dell'1,42%, contro il -0,37% di giugno.