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Tutala dei minori: Meta in tribunale per Facebook e Instagram
Facebook e Instagram finiscono davanti a una corte federale con accuse che riguardano il modo in cui le piattaforme sono state progettate per gli utenti più giovani. Con le dichiarazioni introduttive del 18 agosto 2026, a Oakland si apre la prima fase del processo contro Meta Platforms. La causa sostiene che l'azienda abbia favorito un uso compulsivo dei social tra i minori, ingannato il pubblico sui rischi e raccolto dati di bambini sotto i 13 anni senza un adeguato consenso dei genitori.
Il procedimento nasce dalla causa federale multidistrettuale avviata nel 2023, che riunisce le contestazioni presentate da numerosi procuratori generali statali. Questa prima fase coinvolge California, Colorado, Kentucky e New Jersey. Le posizioni degli altri 25 Stati saranno affrontate successivamente, separando il contenzioso in più passaggi giudiziari.
Il perimetro legale comprende presunte violazioni del Children's Online Privacy Protection Act, la norma federale che disciplina la raccolta dei dati degli utenti sotto i 13 anni. Le contestazioni statali chiamano in causa anche la tutela dei consumatori, la pubblicità ingannevole e le pratiche commerciali sleali. I ricorrenti accusano Meta di aver presentato Facebook e Instagram come più sicuri di quanto emergerebbe dai documenti e dalle scelte di progettazione contestate.
Gli Stati chiedono risarcimenti economici e rimedi strutturali capaci di modificare il funzionamento delle due piattaforme. Meta ha indicato in un deposito giudiziario un'esposizione teorica fino a 1.400 miliardi di dollari: la somma rappresenta un limite massimo calcolato dall'azienda ed è solo teorica, non una sanzione già riconosciuta dal tribunale.
Il processo è presieduto dalla giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers, che ha respinto il tentativo di Meta di ottenere un giudizio sommario e chiudere la causa prima del dibattimento, come confermato dal procuratore generale della California. Il procedimento dovrebbe durare tra sei e otto settimane e includere le testimonianze di Mark Zuckerberg, dirigenti ed ex dipendenti della società.
Meta respinge le accuse e sostiene di poter documentare gli investimenti effettuati nella protezione degli adolescenti. L'azienda cita gli account Instagram dedicati ai più giovani, le restrizioni attivate per impostazione predefinita, i controlli parentali e i sistemi per stimare l'età degli utenti. Questi strumenti saranno parte della risposta con cui Meta contesterà la ricostruzione presentata dai quattro Stati coinvolti nella prima fase.
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