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I dati NASA aiutano a prevedere i fiumi quando manca la neve
La NASA ha documentato l’impiego dei propri dati satellitari nelle previsioni della portata dei fiumi nello Stato di Washington, dove la scarsità di neve continua a condizionare la disponibilità d’acqua. Il sistema HydroForecast, sviluppato da Upstream Tech e utilizzato da Tacoma Power, aggiorna ogni due ore le stime necessarie per gestire invasi, produzione elettrica e sicurezza lungo il fiume.
Durante l’inverno 2025-26, temperature insolitamente elevate hanno fatto cadere sotto forma di pioggia una quota maggiore delle precipitazioni. La conseguente siccità nivale ha interessato ampie zone occidentali degli Stati Uniti. Gennaio, febbraio e marzo hanno registrato la copertura nevosa più bassa per ciascun mese nella serie dello strumento satellitare MODIS, iniziata nel 2001. Nel bacino del Cowlitz, lo spessore della neve è rimasto tra il 20% e il 50% dei valori normali.
Il fiume Cowlitz ha attraversato due condizioni opposte nella stessa stagione. A dicembre, un intenso fiume atmosferico ha trasportato umidità dal Pacifico e prodotto uno dei maggiori aumenti giornalieri degli afflussi mai misurati presso gli impianti di Tacoma Power. Con l’arrivo della primavera, invece, la pioggia è diminuita e gli afflussi massimi giornalieri tra aprile e giugno sono risultati fra i più bassi mai registrati.
HydroForecast integra le previsioni meteorologiche e le misure raccolte nei corsi d’acqua con le osservazioni dello strumento VIIRS a bordo del satellite Suomi-NPP. Questi dati descrivono l’estensione della neve e lo stato della vegetazione anche nei bacini con poche stazioni a terra. Attraverso il machine learning, il sistema analizza anni di osservazioni provenienti da centinaia di bacini e apprende schemi ricorrenti nel movimento dell’acqua attraverso il territorio.
Secondo i test condotti da Upstream Tech in più bacini, l’inclusione delle osservazioni di neve e vegetazione ha migliorato la capacità previsionale del modello, anche se non elimina l’incertezza legata al meteo. Tacoma Power affianca infatti queste stime agli idrometri, alle stazioni nivometriche e alla valutazione degli operatori. Durante la piena invernale, le previsioni a breve termine hanno aiutato a stimare l’acqua in arrivo; nella primavera secca, il modello stagionale ha sostenuto la scelta di mantenere gli invasi più pieni del consueto.
Conservare più acqua riduce però lo spazio disponibile per assorbire un’altra piena improvvisa. Gli operatori hanno quindi continuato a controllare le previsioni a breve termine, pronti a modificare i rilasci qualora si fosse formato un nuovo fiume atmosferico. Nonostante la primavera arida, Tacoma Power è entrata nell’estate con livelli degli invasi vicini alla media. Il suo maggiore progetto idroelettrico, alimentato dalle dighe Mayfield e Mossyrock, genera ogni anno elettricità sufficiente per oltre 151.000 abitazioni.
L’acqua immagazzinata serve anche a mantenere le portate richieste per i pesci e gli habitat acquatici, sostenere le attività ricreative e affrontare eventuali picchi della domanda elettrica durante le ondate di calore. Le previsioni non sostituiscono le misure sul campo né garantiscono l’andamento futuro del fiume, ma offrono agli operatori più tempo per bilanciare produzione idroelettrica, tutela ambientale e riduzione dei rischi in una stagione segnata da estremi molto diversi.
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