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Marvel's Wolverine provato in anteprima: due ore in compagnia di James Howlett
Quando si parla di supereroi ho i miei personaggi preferiti: Magneto, Dottor Destino, a volte individui più moralmente ambigui come il Punitore o Wolverine. Il gioco che ho avuto modo di provare negli studi di Sony PlayStation, pochissimi giorni fa, è proprio l’ultima avventura del canadese più arrabbiato di tutti, sviluppata dai talentuosi membri di Insomniac, già autori degli apprezzati titoli a tema Spider-Man. L'esperienza ha riguardato due livelli di gioco: il primo posto all’inizio dell’avventura e il secondo circa a metà, così da permettermi di sperimentare talenti e capacità avanzate del personaggio. La prova si è consumata su PlayStation 5 Pro; il "PC Gamer" in me non ha resistito e, come prima cosa, sono andato a mettere le mani nelle impostazioni personalizzando la resa grafica, dato che desideravo vedere se il titolo poteva dare il suo meglio anche se spinto al massimo.
Ho impostato quindi il dettaglio su "massima fedeltà", che riduce gli FPS a 30, e ho attivato anche il Ray Tracing avanzato. Ho apprezzato la presenza di un'opzione dedicata alla fluidità (mantenere il framerate stabile a un livello costante) e capace di liberare il framerate senza limiti; con il rischio, però, di incappare in picchi e rallentamenti fastidiosi. Dalla descrizione, sono abbastanza sicuro che fosse l’equivalente del V-Sync. Ad ogni modo, anche con il motore grafico spinto al massimo l’esperienza è stata fluida, e questo è doppiamente importante, considerando che la versione di gioco non era quella definitiva.
La storia inizia subito in modo interessante, con un Wolverine quasi ferale che viene avvicinato da una presenza amichevole. Ammetto di essere rimasto inizialmente perplesso riguardo alla natura del misterioso benefattore, fino a quando non si è presentato come Nathaniel Essex, per gli amici Mister Sinister, uno dei villain più immorali dell’universo Marvel dotato di svariate capacità, tra cui telecinesi e telepatia. Il protagonista parte così all'avventura a bordo di un elicottero pilotato da Mistica, con Sabretooth come compagno di squadra; la missione è semplice: salvare Nathaniel, imprigionato in una struttura appartenente a Trask, un altro personaggio piuttosto negativo nell’universo Marvel caratterizzato dal suo odio per i mutanti.
Molto diverso da Spider-Man, Wolverine combatte in modo feroce e brutale, sventrando avversari con violenza. Aiutato dalla sua capacità di rigenerare le ferite non deve temere più di tanto di venire colpito, per quanto danni ripetuti portino comunque al game over. Altro elemento chiave dell’esperienza è rappresentato dalla "Furia"; questa aumenta uccidendo avversari e può venire utilizzata per alimentare capacità speciali o attivare una guarigione rapida d’emergenza, che permette di evitare la morte anche dopo aver subito ferite critiche. Ho apprezzato moltissimo il modo in cui questa capacità è stata presentata, con i soldati di Trask che, compreso quanto fosse pericoloso Wolverine, gli hanno puntato contro un cannone antiaereo riducendolo malissimo, quasi al livello del T-800 alla fine del primo Terminator.
Pur nel breve tempo che ho avuto a disposizione ho notato una certa varietà dei nemici. Si parte da normali soldati armati di sfollagente elettrico e fucili passando per cyborg potenziati, fino ad arrivare a ninja della Mano e Sentinelle robotiche alte come palazzi. Il sistema di combattimento si presta bene alla gestione di molteplici minacce, con indicatori visivi che avvertono quando si sta per essere colpiti.
Un dettaglio: se i colpi da arma da fuoco fuori dalla nostra visuale vengono segnalati, gli attacchi corpo a corpo non offrono nessun avviso e, più di una volta, mi è capitato di venire colpito da un manganello o da una spada alle spalle senza avere la possibilità di reagire. Ignoro se sia un bug o una scelta consapevole degli sviluppatori, ma il fatto che esistano indicatori legati ai nemici che prendono di mira il personaggio con un fucile mi fa pensare di più a un effetto inv