// TOM'S HARDWARE ITALIA — MODA & SOCIETÀ
L'Europa brucia: ettari in cenere oltre il doppio della media
Nell’Unione europea sono bruciati 619.613 ettari dall’inizio del 2026 al 20 agosto. L’ultimo aggiornamento del Joint Research Centre della Commissione europea fotografa una stagione già molto oltre i valori abituali: nella rilevazione del giorno precedente, 619.298 ettari risultavano percorsi dal fuoco contro una media 2006-2025 di 280.045 ettari. Il totale resta inferiore ai 968.167 ettari registrati nello stesso arco del 2025, ma supera di oltre due volte il riferimento ventennale.
Il dato si inserisce in una crisi che sta interessando contemporaneamente più Paesi dell’Europa sud-orientale. Caldo estremo e siccità stanno favorendo gli incendi, mentre gli effetti si estendono alla qualità dell’aria, ai raccolti, ai trasporti fluviali e al sistema energetico. La sovrapposizione dei fenomeni amplia anche la scala geografica dell’emergenza: il fumo prodotto dagli incendi in Serbia e Albania ha raggiunto Sofia, oltrepassando i confini nazionali.
Il monitoraggio arriva dallo European Forest Fire Information System, parte del servizio Copernicus Emergency Management e implementato dal JRC. EFFIS ricava le stime dalle immagini satellitari MODIS, VIIRS e Sentinel-2 e censisce principalmente incendi superiori a 30 ettari. I perimetri vengono poi sottoposti a revisioni, perciò i valori pubblicati possono cambiare con gli aggiornamenti. La pagina ufficiale del JRC raccoglie dati, previsioni e metodologia.
La siccità ha portato il Danubio a livelli record, con ripercussioni sulla navigazione e sulla disponibilità d’acqua per l’irrigazione. La riduzione della portata mette inoltre sotto pressione il raffreddamento delle centrali nucleari di Paks, in Ungheria, e Cernavoda, in Romania. Si tratta di un limite operativo distinto dagli incendi, ma legato alla stessa combinazione di temperature elevate e carenza d’acqua che attraversa la regione.
Anche l’Italia rientra nel quadro. All’inizio di agosto il Paese aveva accumulato circa 79.084 ettari bruciati, il quinto valore più alto degli ultimi quindici anni per lo stesso momento della stagione. Uno studio pubblicato su Scientific Reports a luglio rileva inoltre che, in vaste aree di Italia, Francia, Grecia e Penisola Iberica, i giorni estivi con condizioni estreme favorevoli agli incendi sono più che raddoppiati tra il 1981 e il 2025.
Per la settimana coperta dall’ultimo bollettino, EFFIS segnala un pericolo molto estremo in Romania e Ungheria ed estremo nei Balcani e nell’Italia centro-meridionale. La previsione descrive il potenziale meteorologico favorevole alla propagazione degli incendi, mentre le superfici già bruciate restano soggette alle revisioni della mappatura satellitare. Il dato complessivo potrà quindi variare con l’acquisizione di nuove immagini e l’aggiornamento dei perimetri rilevati.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google