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Recensione Dreame BioKnead: l'impastatrice a doppio gancio con più arrosto che fumo
Se state seguendo assiduamente le nostre pagine nelle ultime settimane, vi sarete accorti che Dreame sta ampliando rapidamente il proprio catalogo ben oltre il mondo della pulizia domestica. L'azienda, conosciuta soprattutto per i suoi robot aspirapolvere, è infatti intenzionata a ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto nel settore degli elettrodomestici.
Non a caso, di recente abbiamo avuto modo di provare diverse novità del marchio, dal ventilatore senza pale Dreame MF10 alla macchina da caffè Dreame Ecceluxe Slim. Oggi è il turno di un prodotto decisamente diverso, cioè la Dreame BioKnead, la prima interpretazione dell'azienda del concetto di impastatrice, una categoria particolarmente competitiva, dominata da marchi storici e prodotti ormai ben consolidati sul mercato.
Sarà riuscita, Dreame, a portare qualcosa di realmente nuovo oppure si tratta soltanto di un ingresso tardivo in un segmento già affollato? Dopo diverse settimane di test tra impasti per pizza, pane e dolci, ecco la nostra recensione completa.
La Dreame BioKnead arriva in una confezione ben organizzata e curata anche dal punto di vista estetico, con tutti i componenti protetti e disposti in modo ordinato per ridurre al minimo il rischio di danni durante il trasporto.
Troviamo innanzitutto il corpo macchina, che rappresenta l'unità principale dell'impastatrice, accompagnato da una capiente ciotola in acciaio inox da 6 litri. Non manca poi il paraschizzi, un accessorio particolarmente utile durante le lavorazioni più leggere, come il montaggio di panna, albumi o uova.
Per quanto riguarda gli utensili, la dotazione comprende due ganci indipendenti (uno più piccolo e uno più grande) da collegare rispettivamente ai due bracci, soluzione meno comune rispetto ai classici ganci singoli e pensata per migliorare la lavorazione degli impasti. Troviamo inoltre la tradizionale frusta piatta a foglia, ideale per impasti più morbidi e preparazioni come le frolle, e la frusta a filo dedicata alle montate.
A completare la confezione ci sono la documentazione cartacea, composta da una guida rapida per la prima configurazione e da un manuale più dettagliato, entrambi disponibili anche in lingua italiana.
Il corpo macchina è realizzato interamente in metallo pressofuso, una scelta che trasmette immediatamente una sensazione di solidità e robustezza superiore rispetto a molte impastatrici che fanno ampio ricorso alla plastica.
Molto riuscita anche la scelta cromatica. Il colore bianco panna è elegante senza risultare appariscente e ha il vantaggio di integrarsi facilmente in qualsiasi cucina, sia moderna che più tradizionale.
Nel nostro caso si è addirittura abbinato perfettamente alle pareti color tortora chiaro del nostro open space. Al di là di questa fortunata coincidenza, resta comunque un elettrodomestico che riesce ad arredare e a farsi notare positivamente sul piano di lavoro.