// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Un robot batte Bolt nei 100 metri: 9,39 secondi a Pechino
Tiangong Ultra, robot realizzato dal Beijing Humanoid Robot Innovation Center, ha completato i 100 metri in 9,39 secondi durante una batteria preliminare disputata a Pechino. Il tempo scende sotto i 9,58 secondi ottenuti da Usain Bolt nel 2009, offrendo un nuovo riferimento per la velocità raggiunta dalle macchine bipedi.
Alle sue spalle si è classificato Lightning, sviluppato da Honor, con un tempo di 9,47 secondi. Entrambi i robot hanno quindi coperto la distanza più rapidamente del primato mondiale umano, sebbene il confronto sia esclusivamente cronometrico: le prove robotiche non rispettano le regole, le condizioni e i criteri di omologazione dell'atletica internazionale.
La gara fa parte dei World Humanoid Robot Games, competizione inaugurata nel 2025 per mostrare i progressi compiuti nello sviluppo delle piattaforme bipedi. All'edizione di Pechino partecipano 2.056 robot provenienti da 16 Paesi, impegnati in discipline che comprendono sprint, salto, calcio e pugilato.
Correre per cento metri senza perdere l'equilibrio richiede un controllo dinamico bipede capace di coordinare rapidamente appoggio, spinta e correzione dell'assetto. È un traguardo diverso dalla destrezza richiesta negli ambienti di lavoro, ma rientra nella più ampia corsa verso robot umanoidi capaci di apprendere e generalizzare compiti sempre più complessi.
Tiangong Ultra non si è limitato alla distanza breve. Il robot ha completato anche i 400 metri in 38,16 secondi, contro i 43,03 secondi del record stabilito da Wayde van Niekerk nel 2016. La prova indica che la piattaforma riesce a mantenere un'andatura elevata anche per un intervallo sensibilmente più lungo dello sprint iniziale.
Le immagini delle gare mostrano però un limite evidente: dopo il traguardo diversi robot non riescono a rallentare in uno spazio ridotto e terminano la corsa contro pareti imbottite. Alcuni vengono recuperati danneggiati e trasportati via, segno che l'arresto autonomo resta meno spettacolare, ma altrettanto decisivo, della velocità massima.
I risultati di Pechino descrivono quindi una robotica umanoide capace di superare le prestazioni umane in esercizi molto specifici, senza averne ancora raggiunto la flessibilità complessiva. Il cronometro certifica passi avanti nella locomozione; gli schianti finali ricordano che controllo, robustezza e gestione degli imprevisti devono progredire insieme alla potenza.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google