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Voodoo 3, la GPU anni '90 si risveglia grazie a Linux
Il 21 agosto 2026, alle 16:49:54 UTC, Linus Torvalds ha integrato nel ramo principale di Linux il tag fbdev-for-7.3-rc1. Il commit 531ed942bb0df04f6747983fecdedce76a22d07f include cinque modifiche al driver framebuffer tdfxfb che consentono di inizializzare una 3dfx Voodoo 3 anche quando il firmware del computer non ne ha preventivamente eseguito il video BIOS.
È questo il cambiamento concreto: se la scheda non è stata preparata all’avvio, il driver può leggere la tabella di configurazione conservata nel suo ROM e impostare clock, memoria, core VGA, CRTC e modalità video iniziale. La Voodoo 3 può quindi fornire framebuffer e console Linux senza dipendere dall’inizializzazione del video BIOS da parte del firmware.
La funzione serve soprattutto nei contesti in cui quella dipendenza rappresentava un ostacolo: sistemi non x86, Voodoo 3 installate come schede secondarie e computer con firmware moderni privi di Compatibility Support Module. Il codice è stato provato su una scheda reale sia in un sistema x86-64, sia in un Amiga 4000 con bridge PCI Mediator.
Il lavoro di Daniel Palmer è circoscritto ma sostanziale: cinque patch e 155 righe aggiunte rendono la scheda più autonoma durante l’avvio. La seconda versione della serie, inviata il 31 luglio 2026, ha limitato esplicitamente la nuova inizializzazione alla Voodoo 3; Voodoo 4 e Voodoo 5 sono rimaste escluse perché utilizzano una diversa struttura del BIOS.
Non siamo davanti alla trasformazione della Voodoo 3 in una GPU moderna. L’aggiornamento non introduce DRM/KMS, accelerazione Mesa, supporto Wayland o una nuova implementazione OpenGL. Anche il lavoro sperimentale sull’accesso 3D diretto e su MiniGL è separato dalle patch integrate. Oggi, dunque, ha senso riprovare la scheda per ottenere framebuffer e console in configurazioni prima problematiche, non per costruire una postazione Linux contemporanea accelerata in 3D.
C’è inoltre una distinzione temporale importante: Linux 7.2 è ancora la versione stabile corrente, mentre Linux 7.3 si trova nella finestra di integrazione. Il codice è già nel ramo principale destinato alla nuova versione, ma non fa ancora parte di un rilascio stabile.
Il peso di questa modifica si comprende guardando alla natura della Voodoo 3, nome in codice Avenger. Presentata il 16 novembre 1998 al COMDEX/Fall di Las Vegas, segnò il passaggio definitivo della famiglia Voodoo dall’acceleratore aggiuntivo alla soluzione grafica completa. Voodoo Graphics e Voodoo2 si occupavano esclusivamente del 3D; Avenger riuniva invece VGA, desktop 2D e rendering 3D e poteva essere l’unica scheda video del PC.
Le Voodoo3 2000 e 3000 retail arrivarono negli Stati Uniti il 7 aprile 1999, rispettivamente a 129,99 e 179,99 dollari. Entrambe disponevano di 16 MB di SDRAM, con core e memoria sincronizzati a 143 MHz sulla 2000 e a 166 MHz sulla 3000. La 3500 TV saliva a 183 MHz, costava 249,99 dollari e aggiungeva sintonizzatore televisivo, radio FM e funzioni video.
Alla base dell’intera gamma rimaneva lo stesso progetto: 8,2 milioni di transistor, processo CMOS da 0,25 micrometri e fill rate teorici di 286, 333 e 366 milioni di texel al secondo. Nel test Quake II Crusher del 22 febbraio 1999, su Pentium III a 500 MHz, la Voodoo3 3000 raggiunse 43,4 fps: praticamente i 43,5 fps di due Voodoo2 in SLI e nettamente più dei 32,6 della ATI Rage 128 e dei 30,9 della NVIDIA RIVA TNT.
Quella velocità conviveva con compromessi espliciti. Il framebuffer del rendering 3D era limitato a 16 bit per pixel, anche se i calcoli interni avvenivano a 32 bit; il desktop 2D poteva invece funzionare a 24 e 32 bit. Le API comprendevano DirectX 6, Glide 2.x e 3.0 e OpenGL, mentre la nuova generazione non supportava configurazioni SLI.