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Le Perseidi del 2028 potrebbero essere speciali e c'entra Giove
Robert Lunsford, esperto dell'American Meteor Society, ha indicato di recente che le Perseidi del 2028 potrebbero risultare molto più intense del normale. La possibile impennata dipenderebbe dall'influenza gravitazionale di Giove sui detriti lasciati dalla cometa che alimenta ogni anno lo sciame meteorico. Le previsioni restano tuttavia incerte: i modelli possono ricostruire le orbite delle particelle, ma non conoscono con precisione la loro distribuzione nello spazio.
Le Perseidi si manifestano quando la Terra attraversa la scia di frammenti disseminata dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Molti di questi meteoroidi hanno dimensioni paragonabili a quelle di un granello di sabbia, ma entrando nell'atmosfera terrestre a circa 59 chilometri al secondo riscaldano e ionizzano il gas circostante. Il risultato è la breve traccia luminosa comunemente chiamata stella cadente; nella maggior parte dei casi il frammento viene completamente distrutto durante la discesa.
La possibile anomalia del 2028 nasce dalla gravità di Giove. Il pianeta gigante passa vicino a una determinata porzione del flusso di Swift-Tuttle all'incirca ogni dodici anni e può modificarne leggermente le orbite. La posizione prevista per il prossimo incontro suggerisce che una parte delle particelle potrebbe essere spinta su traiettorie più vicine a quella terrestre, aumentando la probabilità di ingresso nell'atmosfera.
La dinamica orbitale non basta però a stabilire quante meteore saranno effettivamente visibili. I singoli frammenti del flusso possono essere separati da centinaia o migliaia di chilometri e la loro densità non è misurata con sufficiente accuratezza. Per questo le stime sul tasso orario devono essere considerate previsioni ragionate, non risultati garantiti: Giove può indirizzare la corrente di particelle, ma non può creare detriti dove il flusso è poco popolato.
Un'indicazione utile dovrebbe arrivare già dal passaggio precedente. Secondo Lunsford, se nel 2027 l'attività raggiungerà almeno 100 meteore all'ora, nel 2028 si potrebbe osservare un picco compreso fra 200-300 meteore all'ora. Un valore inferiore nel 2027 suggerirebbe invece una concentrazione di particelle meno favorevole e ridimensionerebbe le aspettative per l'anno successivo.
Anche con un aumento reale, le condizioni del cielo influenzeranno lo spettacolo osservabile. Nel periodo del massimo del 2028 sarà presente una Luna all'ultimo quarto, destinata a sorgere dopo mezzanotte e a rimanere visibile fino all'alba. Il chiarore lunare sarà meno invasivo rispetto a quello della Luna piena, ma potrebbe comunque cancellare le scie più deboli, soprattutto in presenza di foschia o scarsa trasparenza atmosferica.
Prima del sorgere della Luna il cielo sarà più buio, mentre il radiante delle Perseidi, cioè il punto dal quale le meteore sembrano provenire, si troverà ancora relativamente basso. Le simulazioni collocano la fase di maggiore intensità del 2028 intorno alle 5-6 UTC, ma sia l'orario sia il numero di meteore potranno essere affinati soltanto con nuove osservazioni. Il comportamento dello sciame nel 2027 diventerà quindi un banco di prova essenziale per verificare quanto materiale Giove abbia effettivamente spostato verso la Terra.
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