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Recensione Google Pixel 11: è sempre lo stesso smartphone?
Dopo aver provato Google Pixel 11 Pro XL, oggi proviamo anche il punto di ingresso della nuova linea di smartphone di Google. Scopriamo tutto in questa recensione di Google Pixel 11.
Nessuna sorpresa nella confezione dove troviamo ancora una volta solo il cavo USB-C/USB-C per lo scambio dati e la ricarica. Cover e/o alimentatore saranno ovviamente da comprare a parte.
Sono poche le differenze estetiche e costruttive fra questo modello e quello dell'anno precedente. Abbiamo infatti un design assolutamente accomuniabile, dove l'unica differenza visibile è probabilmente l'assenza della piccola mezzaluna di metallo sul blocco fotocamere, che ora è interamente in vetro. Segnaliamo solo come rispetto ad altri concorrenti tenda a sporcarsi con l'unto delle mani e che quindi per foto ottimali andrà pulito di tanto in tanto.
Pixel 11 è per gli standard odierni un dispositivo non impegnativo e anzi quasi compatto con i suoi 8,6 millimetri ma soprattutto con il suo blocco fotocamere appena sporgenti (molto meno per esempio rispetto alla variante Pro). Il peso però non è invece trascurabile con i suoi 197 grammi di peso. Rimane ancora una volta impermeabile e resistente alla polvere secondo lo standard IP68.
In mano si impugna bene e in tasca è sicuramente più comodo di buona parte degli altri smartphone in circolazione.
La scheda tecnica di questo smartphone non subisce uno stravolgimento. La vera novità è sicuramente il nuovo processore Google Tensor G6 a 7 core con processo produttivo a 3 nanometri (più avanzato però di quello dello scorso anno), con una frequenza massima di 4,1 GHz. C'è anche un co-processore dedicato alla sicurezza sempre realizzato da Google, ovvero il nuovo Titan M3. Il processore grafico è però un datato PowerVR CXTP-48-1536. Se cercate prestazioni grezze o uno smartphone per giocare ci sono dispositivi indubbiamente più adatti di questo, che punta molto di più invece sulle prestazioni della NPU per l'intelligenza artificiale e in parte sulla CPU.
La RAM rimane da 12 GB e i tagli di memoria sono da 256 e 512 GB. Sparisce finalmente il taglio da 128 GB e la tecnologia dovrebbe essere 4.1 (o al minimo 4.0).
Discreta la connettività: Wi-Fi 6E (niente Wi-Fi 7 purtroppo), Bluetooth 6, NFC, SOS satellitare e supporto eSIM oltre al sopporto della singola nanoSIM fisica. Purtroppo manca l'ultrawideband (c'è nei modelli Pro) mentre è ancora presente un buon lettore di impronte digitali ultrasonico. Una rarità anche in questa fascia di mercato. L'audio è stereo ed è discreto, ma non da record. La ricezione, forse anche grazie al nuovo modem (probabilmente Mediatek) ci è sembrata migliorare leggermente.
Nel comparto fotografico la novità sta nella nuova fotocamera principale che dovrebbe catturare fino al 56% in più di luce. Di fatto è comunque ancora una volta un sensore da 48 megapixel ƒ/1.7, accompagnato poi da una fotocamera grandangolare da 13 megapixel ƒ/2.2 e una zoom 5x da 10 megapixel. Nessuna rivoluzione rispetto al passato.
Gli scatti che è possibile realizzare dal sensore principale sono di ottima qualità, nitidi, con un ottimo bilanciamento dei colori e una messa a fuoco nel complesso precisa (ci sembra aver dato meno problemi rispetto all'11 Pro XL).