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Lavorare da Samsung e SK hynix è il nuovo status symbol
Samsung Electronics e SK hynix sono diventate un indicatore di status in Corea del Sud: il boom dell’AI non sta solo spingendo azioni e profitti dei chipmaker, ma sta cambiando il modo in cui il mercato valuta chi lavora nella filiera dei semiconduttori. Le società di matchmaking locali collocano ormai molti dipendenti delle due aziende accanto a profili tradizionalmente considerati di fascia massima, come medici, avvocati e professionisti ad alto reddito.
La ragione è economica prima ancora che simbolica. I dipendenti coinvolti nelle divisioni chip sono esposti a bonus molto superiori alla media nazionale, alimentati dalla domanda di chip di memoria per server e acceleratori. Nel caso di Samsung, l’accordo salariale raggiunto con il sindacato include premi prestazionali nell’ordine di circa 416.000 dollari per alcuni lavoratori della divisione semiconduttori, mentre la retribuzione media annua in Corea del Sud era di circa 45 milioni di won nel 2024.
Il punto tecnico è che la memoria non è più una commodity invisibile: la crescita dei modelli generativi e dei cluster per l’addestramento ha reso capacità, bandwidth e packaging variabili decisive. In particolare, la domanda di HBM ha riportato i produttori coreani al centro della catena del valore, con effetti che vanno ben oltre i listini DRAM e NAND.
Questo spiega perché il tema non sia solo finanziario. La stessa pressione vista alla proposta di OpenAI su lavoro e redistribuzione dell’AI riemerge qui in forma diversa: quando l’intelligenza artificiale concentra valore in poche competenze, il prestigio sociale si sposta verso chi presidia l’infrastruttura che la rende possibile.
Il cambiamento si vede anche nella formazione. Alcuni istituti privati hanno iniziato a proporre corsi per preparare i colloqui con Samsung e SK hynix, mentre consulenti del lavoro descrivono una competizione sempre più simile alla corsa per l’accesso alle università più ambite. Il dato più indicativo arriva dai percorsi di semiconduttori: il programma avviato da Korea University con SK hynix dal 2021 ha raggiunto un punteggio di ammissione record nell’anno accademico più recente.
La spinta riguarda anche chi non punta a un percorso accademico tradizionale. Alcuni ruoli in fabbrica possono richiedere un diploma di scuola superiore e non necessariamente una laurea, un dettaglio che pesa in un Paese dove la sicurezza occupazionale è tornata centrale: la disoccupazione tra i giovani da 15 a 29 anni è salita al 6,1% nel 2025.
Per l’industria coreana è una conferma del peso strategico dei chip, che rappresentano oltre il 40% delle esportazioni nazionali. Finché la corsa ai data center AI resterà intensa, Samsung e SK hynix continueranno a essere valutate non solo come aziende tecnologiche, ma come scorciatoie verso reddito, stabilità e reputazione sociale.