// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Un software moderno DEVE parlare con gli agenti AI, via MCP o API
Fabian Hedin, chief technology officer di Lovable, sostiene che il futuro del software sta nelle applicazioni pensate per essere lette e azionate dagli agenti software, più che dagli utenti al tasto. Lovable, spiega, può trasformare un'applicazione pubblicata in funzionalità accessibili agli agenti, esponendo funzioni selezionate dell'app come strumenti attraverso un server MCP ospitato. Il dirigente lo ribadisce in un'intervista pubblicata di recente, aggiungendo che le aziende SaaS dovranno impegnarsi sempre di più a fornire la pala con cui l'intelligenza artificiale userà le loro funzionalità.
È un pattern ricorrente nel settore tecnologico: chi propone uno standard aperto lo fa quasi sempre da una posizione che ne trae un vantaggio diretto. La spiegazione sta nell'economia del posizionamento, più che in un disegno oscuro. Chi arriva prima a normare un territorio nuovo ne disegna anche i confini a proprio favore.
Un server MCP funziona come intermediario tra un'applicazione e un agente: espone un insieme di funzioni come strumenti invocabili, che l'agente può chiamare direttamente senza passare dall'interfaccia grafica pensata per un occhio umano. Per un'azienda che vende software as a service significa costruire una seconda porta d'accesso parallela a quella tradizionale, pensata per chi elabora testo e chiama funzioni, non per chi guarda uno schermo. Chi ospita quella porta d'accesso controlla anche chi può passarci, un controllo che Lovable ha già esteso all'infrastruttura cloud sottostante alle app dei suoi clienti.
La dichiarazione di Hedin non nasce nel vuoto. Lovable ha chiuso ad agosto 2026 una Serie C da 400 milioni di dollari, confermata poco dopo dalla stampa internazionale, che porta la sua valutazione a 13,3 miliardi. L'azienda dichiara un fatturato annuo di 500 milioni di dollari, 60 milioni di progetti creati sulla piattaforma e 900 milioni di visite mensili sulle applicazioni pubblicate dai suoi utenti, una scala enterprise raggiunta in pochi trimestri.
Sostiene inoltre che dipendenti di due terzi delle Fortune 500 la usano già, in qualche forma. Il quadro descrive un'azienda passata da strumento di prototipazione rapida a infrastruttura di produzione per un pezzo consistente del mondo enterprise, una transizione che si raccontava già mesi prima come un mercato maturo. È dentro questa traiettoria che va letta la proposta sull'MCP.
La Serie C è chiusa e il server MCP è già in vendita: due fatti verificabili oggi, non promesse per il futuro. I 60 milioni di progetti, le 900 milioni di visite e i due terzi delle Fortune 500 restano invece cifre autodichiarate, senza una verifica indipendente resa pubblica da Lovable o da terzi. La previsione secondo cui l'intero software aziendale dovrà diventare agent-accessible resta un'affermazione di un genere diverso, quella delle scommesse di settore.
Nella corsa all'oro della California del 1849, i mercanti che vendevano picconi, tende e tela ai cercatori si arricchirono più stabilmente dei cercatori stessi: Levi Strauss ne è l'esempio da manuale, con un'azienda di tessuti sopravvissuta al declino di quasi tutte le miniere. Lovable propone oggi lo stesso schema applicato al software.
L'immagine del cercatore con le tasche vuote e del mercante con il negozio pieno è dozzinale, ma la meccanica sottostante non è cambiata di una virgola: chi vende l'infrastruttura non scommette sul risultato di chi la usa, incassa comunque.
Ogni server MCP ospitato da Lovable resta dentro l'infrastruttura di Lovable, e la sua portabilità verso un altro fornitore comporta un lavoro di reingegnerizzazione tutt'altro che banale. Le aziende che pubblicano un'app sulla piattaforma e poi la aprono agli agenti tramite MCP restano legate allo stesso fornitore che ha disegnato lo standard con cui oggi si parla di apertura, un caso da manuale di lock-in presentato con il linguaggio dell'interoperabilità.
Il vantaggio di Lovable lo documenta già la crescita che ha portato l'azienda a sfiorare