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Morto Ratko Mladic, il 'boia di Srebrenica'
E' morto il generale Ratko Mladić, il comandante dei serbo bosniaci condannato all'ergastolo all'Aja per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità.
Mladić è deceduto in un ospedale penitenziario all'Aja all'età di 84 anni, ha dichiarato Lidija Pavićević, sottosegretaria di Stato presso il Ministero dei Diritti Umani e delle Minoranze della Serbia, affermando di aver ricevuto l'informazione dal figlio dell'ex comandante, Darko Mladić, citato da Tanjug.
Condannato all'ergastolo nel 2017, dal 2024, Mladić era detenuto in un ospedale psichiatrico all'Aja, dove era costretto a letto da un anno e mezzo. Negli ultimi mesi la Serbia ne aveva chiesto il rilascio umanitario per motivi di salute, in quanto malato terminale e vittima di uno o due ictus, ma il Meccanismo per i tribunali penali dell'Aia ha respinto le richieste, affermando che in carcere riceveva le cure (palliative) necessarie.
"È scomparso il generale serbo Ratko Mladić, comandante eterno dell'esercito della Republika Srpska. L'ex comandante dello Stato Maggiore si è spento all'età di 85 anni all'Aia, lontano dalla sua patria, dalla sua famiglia e dal popolo a cui ha dedicato la sua vita militare. Sarà ricordato dal popolo serbo come un comandante in tempo di guerra e un simbolo della difesa della Republika Srpska": è quanto scrive il quotidiano filo-governativo e nazionalista di Belgrado 'Politika'.
L'ex Presidente della Republika Srpska, Milorad Dodik, ha espresso le sue condoglianze alla famiglia del Generale dell'Esercito serbo-bosniaco Ratko Mladić, scomparso all'Aia giovedì 27 agosto all'età di 84 anni. Dodik ha affermato che la sua morte è stata un duro colpo per tutti, ma che la Republika Srpska non dimenticherà il suo ruolo."La Republika Srpska, a prescindere dalle pressioni politiche di Sarajevo e dell'Occidente, rimane fedele a ciò che Ratko Mladić rappresentava. La Republika Srpska non dimenticherà il suo ruolo, così come non lo ha dimenticato oggi", ha dichiarato Dodik, aggiungendo di aver fatto tutto il possibile per aiutarlo.Dodik ha espresso rammarico per il fatto che Mladić non abbia potuto trascorrere gli ultimi giorni della sua vita in libertà, dato che tutto lasciava presagire un precario stato di salute."Qui è morto l'uomo che fu comandante dell'Esercito della Republika Srpska nella lotta per la libertà del popolo serbo, il comandante che guidò l'onorevole Esercito della Republika Srpska fin dal primo giorno della sua fondazione, il 12 maggio 1992. Un uomo che ha indubbiamente dimostrato il suo carattere umano e militare, nonostante il fatto che, con l'invenzione della responsabilità collettiva, lo abbiano anche reso responsabile di certi eventi", ha sottolineato Milorad Dodik.