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Parlamento europeo, prima approvazione al regolamento per l’euro digitale
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La commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo ha espresso il proprio sostegno all’euro digitale, ideato per ridurre la dipendenza dell’Europa dalle reti di pagamento controllate dagli Stati Uniti, e realtà quali Visa, Mastercard e Payapl, una valuta alternative a monete e banconote fisiche che permetterebbe di pagare in modo digitale ovunque nei paesi che adottano l’euro senza bisogni di ricorrere ai circuiti tradizionali (es. carte di credito o bancomat), sfruttando un’app gratuita (utilizzabile sia online, sia offline ) alla stregua di un portafoglio digitale.
Il lancio della valuta, sostenuta dalla BCE, è previsto entro il 2029, a seguito di una votazione in sessione plenaria del Parlamento e negoziati con gli Stati membri dell’UE.
Secondo la proposta, i consumatori verrebbero messi in grado di detenere euro digitali in un portafoglio dedicato, entro un limite di deposito ancora da determinare. Il sistema supporterebbe pagamenti sia online sia offline e ha l’obiettivo di offrire un elevato livello di privacy, con la BCE che non sarebbe in grado di identificare direttamente gli utenti a partire dai loro dati di pagamento.
Euronews riferisce che la BCE fornirebbe l’infrastruttura di base, mentre le banche commerciali e i prestatori di servizi di pagamento offrirebbero i servizi in euro digitali ai clienti. È previsto che gli istituti finanziari ricevano un compenso per la loro partecipazione al sistema, mentre gli esercenti pagheranno commissioni che dovrebbero essere inferiori a quelle associate alle attuali transazioni con carta.
Le modalità con le quali il compenso dovrebbe essere strutturato rimane una delle questioni più controverse in vista dei negoziati con gli Stati membri dell’UE, secondo fonti di Euronews. Il Parlamento europeo dovrebbe formalizzare la posizione della commissione durante una votazione in sessione plenaria a Strasburgo a inizio di luglio; successivamente dovrebbero essere avviati i negoziati con i 27 Stati membri dell’UE, con l’obiettivo da parte dei legislatori di raggiungere un accordo finale entro la fine dell’anno.
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