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Quali sono le colonne sonore anni 2000 che definiscono un'intera generazione di videogiocatori?
I primi anni duemila, quindi il decennio che va dal 2000 al 2010, sono stati costellati da innumerevoli capolavori dell'universo videoludico. Molti, anzi, tantissimi, sono rimasti nel nostro cuore anche grazie alla loro colonna sonora indimenticabile, epica e ancora oggi riprodotta da decine di milioni di giocatori.
Fra le più celebri non possiamo evitare di menzionare quel capolavoro assoluto della OST di The Elder Scrolls IV: Oblivion. Jeremy Soule ha fatto qualcosa che praticamente nessuno prima di allora era riuscito a compiere: creare intorno ad un videogioco un'atmosfera sonora che ne amplificasse le peculiarità. Ascoltare la OST di Oblivion vi getterà anima e corpo in quel mondo immaginario che, nel 2006, ci stregò in tempo zero. Sonorità medievali si mescolano agli archi, con melodie che sembrano accarezzare il giocatore durante le fasi di esplorazione. E lo diciamo senza peli sulla lingua: ci siamo goduti questa meravigliosa OST anche nella remaster di Oblivion.
Passiamo dal fantasy su sfondo medievale allo sci-fi puro. Qui i sintetizzatori e la musica elettronica fanno da assoluti padroni. Stiamo parlando della colonna sonora di Mass Effect, il primo, intramontabile capitolo della trilogia BioWare. Jack Wall, Sam Hulick, Richard Jacques e David Kates sono riusciti a rendere indimenticabile anche l'accompagnamento musicale delle avventure di Shepard, con evidenti richiami allo stile di Blade Runner e Alien. Brani come Vigil e The Presidium sono il perfetto accompagnamento di una space opera come non se ne erano mai viste.
Ritorniamo nel mondo di Bethesda con Inon Zur, affezionato compositore dello studio di sviluppo, impegnato nella costruzione della colonna sonora di Fallout 3. A lui dobbiamo il tema principale della serie, ma anche lo stile sonoro che si è propagato negli anni successivi a quel capolavoro del terzo, il primo sotto la effige di Bethesda. Lo stesso compositore è poi tornato nei successivi capitoli della serie Bethesda e, più di recente, nella nuova IP Starfield, che porta la sua firma e quindi le sue sonorità.
E poi c'era BioShock, una delle esperienze videoludiche più poetiche e filosofiche dei primi anni duemila. Molto del lavoro messo a terra da quel fenomeno di Ken Levine, sviluppatore dietro alla creazione dell'IP 2K - è merito anche del compositore della sua altrettanto deliziosa OST, Garry Schyman. Il musicista ci ha regalato brani leggendari del calibro di Welcome to Rapture, ancora oggi ascoltata dai vecchi fan di questa intramontabile saga. A Schyman dobbiamo buona parte delle atmosfere dei primi capitoli di BioShock, che senza quelle note non sarebbero stati di certo così suggestivi.
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