// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Diventeremo come macchine? L’impatto psicologico dell’uso prolungato dell’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale sta trasformando la nostra vita rendendola più facile da gestire e accessibile, ma il suo uso prolungato potrebbe avere un impatto psicologico tale da cambiarci in modo inaspettato. È quello che sostengono alcuni ricercatori che hanno deciso di andare oltre all’ovvio e visibile, approfondendo così le conseguenze “emotive” e “personali” che questa tecnologia può avere sull’uomo.
Questo nuovo studio, pubblicato su AI & Society, sostiene che un’esposizione prolungata con le “intelligenze artificiali” dell’assistenza clienti potrebbe spingerci ad adottare schemi comportamentali che questi agenti robotici riescono a elaborare più facilmente, tra cui l’imitazione del loro modo di comunicare e interagire.
“Con l’ingresso dei sistemi generativi e degli agenti di servizio socialmente reattivi nel consumo quotidiano, l’interazione uomo-IA assomiglia sempre più a un incontro quasi sociale piuttosto che a un’interfaccia utilitaristica“, spiegano i ricercatori descrivendo l’attuale interazione tra uomo e intelligenza artificiale.
Gli esperti hanno spiegato l’impatto nell’uomo dell’intelligenza artificiale secondo un meccanismo in tre fasi:
“Basandoci sulla visione predittiva del sé, sosteniamo che ciò che distingue il mirroring mediato dall’IA dal normale ciclo sociale non è il fatto del feedback, ma la sua natura“, precisano i ricercatori. “Laddove gli interlocutori umani forniscono prove eterogenee e contestabili, il feedback algoritmico è progettato per convergere“.
Inoltre, questo studio mostra che il meccanismo dell’intelligenza artificiale “si estende dai sistemi di raccomandazione predittiva agli agenti conversazionali aperti basati su LLM“. Il pericolo? “La normalizzazione di una ridotta individualità come standard di comprensione nella vita dei servizi mediati dall’IA“.
Inci Toral-Manson, ricercatrice di marketing presso l’Università di Birmingham nel Regno Unito, ha concluso: “I robot sociali per il servizio clienti sono progettati per imitare gesti, linguaggio e segnali emotivi al fine di suscitare risposte cognitive ed emotive nei clienti. La nostra ricerca esplora come l’interazione con questi robot antropomorfizzati possa creare un’influenza bidirezionale, in cui i robot diventano più simili agli esseri umani e gli esseri umani diventano più simili ai robot, un fenomeno che definiamo ‘umanità robotoide‘“.