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Roboze e Tor Vergata preparano nuovi filamenti PEEK industriali
Roboze e il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa Mario Lucertini dell’Università di Roma Tor Vergata hanno avviato un accordo di ricerca dedicato a nuovi materiali per la manifattura additiva. La collaborazione scientifica triennale punta a sviluppare e caratterizzare filamenti basati sul PEEK e su altri polimeri ad alte prestazioni, con applicazioni previste nei comparti aerospaziale, automobilistico, biomedico e della difesa.
Il PEEK, abbreviazione di polietereterchetone, è un tecnopolimero apprezzato per la resistenza alle temperature elevate, agli agenti chimici e alle sollecitazioni meccaniche. Proprietà che lo rendono interessante per componenti destinati ad ambienti severi, ma che complicano tanto la formulazione del materiale quanto la sua trasformazione in un filamento stabile e utilizzabile con continuità.
Il programma si concentrerà in particolare sui materiali destinati alla stampa 3D FFF/FDM industriale. La lavorazione del PEEK richiede infatti un controllo rigoroso delle temperature, del comportamento del polimero durante l’estrusione e delle condizioni di deposizione. Una formulazione promettente in laboratorio deve quindi dimostrare di poter essere trasformata in filamento e stampata in modo ripetibile, mantenendo proprietà termiche e meccaniche prevedibili.
Le attività potranno riguardare nuove formulazioni di termoplastici ad alte prestazioni e lo sviluppo di materiali compositi, ottenuti combinando il PEEK con rinforzi o additivi funzionali. Questi elementi potrebbero essere impiegati per modificare rigidità, resistenza, comportamento termico o altre caratteristiche richieste da specifiche applicazioni industriali, senza perdere di vista la processabilità sulle piattaforme additive.
Una parte centrale del progetto sarà dedicata agli esperimenti e ai metodi di caratterizzazione dei materiali. Il lavoro si inserisce in un panorama ingegneristico sempre più multidisciplinare, nel quale anche i modelli linguistici applicati ai compiti di ingegneria chimica stanno ampliando gli strumenti disponibili, mentre la validazione fisica resta essenziale per misurare stabilità, prestazioni e riproducibilità dei polimeri.
L’intesa non si limita alla ricerca sui filamenti. Sono previsti workshop, tirocini, tesi e percorsi di dottorato congiunti, così da coinvolgere studenti e ricercatori nello sviluppo di soluzioni trasferibili all’industria. Roboze potrà ampliare la propria base scientifica sui polimeri avanzati, mentre l’ateneo avrà accesso a problemi produttivi concreti e a tecnologie industriali di manifattura additiva.
Le parti valuteranno inoltre la possibile creazione di un laboratorio congiunto o di uno spin-off. Il passaggio decisivo sarà ottenere filamenti stampabili in maniera riproducibile, con proprietà meccaniche e termiche stabili: solo allora le formulazioni sperimentali potranno diventare materiali realmente utilizzabili per componenti destinati ai settori più esigenti.
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