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Il party speaker compatto che pompa fortissimo: la recensione di Sony ULT Tower 5
La gamma di party speaker di Sony si amplia oggi con una nuova famiglia di prodotti, gli ULT Tower, che affianca la precedente serie ULT Field. Al vertice della nuova gamma troviamo il gigantesco ULT Tower Max, subito sotto c'è ULT Tower 7, ma è il più piccolo Sony ULT Tower 5 il modello più interessante. Infatti è di lui che ci occuperemo oggi, uno speaker "compatto" e accessibile, che però non rinuncia al DNA da festa che contraddistingue tutti gli ULT Tower. Tra bassi profondi, design rinnovato e tante funzionalità dedicate al divertimento in compagnia, ULT Tower 5 ha un piacevole equilibrio tra portabilità e potenza sonora. Vediamo insieme se regge alla prova sul campo nella nostra recensione completa.
Nella confezione di Sony ULT Tower 5 troviamo lo speaker, due alimentatori con prese diverse, utili per l'utilizzo in paesi con standard elettrici differenti, e la manualistica di base. Purtroppo non sono integrati cavi o connettori audio di nessun tipo.
La confezione è in cartone, ma lo speaker è comunque ben protetto da due box in polistirene, una soluzione che evita danni durante il trasporto, considerando anche le dimensioni non proprio compatte del prodotto.
Concentriamoci però su ULT Tower 5, che ha un design rinnovato e tante caratteristiche peculiari. Le linee sono più squadrate, ben diverse dal cilindro orizzontale della precedente serie Field. Un cambiamento non da poco, che lo rende più al passo coi tempi.
Il pannello frontale ospita il grande pulsante ULT circolare, circondato da un anello che funge anche da ghiera del volume, mentre la cornice frontale integra il nuovo sistema d'illuminazione, più discreto rispetto ai modelli precedenti.
L'intensità luminosa non è altissima, non sperate di poter illuminare una stanza con i LED di ULT Tower 5, ma è comunque utile per creare un po' d'atmosfera.
I pulsanti principali (accensione, connessione Bluetooth, play/pausa) sono sulla parte alta, mentre il resto dei controlli e tutte le porte si trovano sul retro. Non solo c'è uno stick per la selezione manuale della sorgente audio, ma anche tasti dedicati al collegamento Auracast, alla modalità Stamina, alla regolazione dell'illuminazione e alle funzionalità karaoke.
Molto ampia anche la connettività: nel pannellino apribile abbiamo a disposizione praticamente tutte le porte più popolari, compreso un ingresso MIC con ghiera indipendente per il volume. Peccato che anche la porta di alimentazione sia all'interno del pannellino, cosa che costringe a tenerlo sempre aperto durante la ricarica.
Niente male l'ergonomia, uno dei punti forti di questo modello: può essere posizionato sia in verticale che in orizzontale, con il suono che si adatta automaticamente all'orientamento grazie a un sistema di rilevamento integrato. Le 4 maniglie distribuite sugli angoli permettono di sollevarlo con entrambe le mani, ma il peso di quasi 13 kg consente anche il trasporto con una sola mano per tratti brevi.
Una differenza importante rispetto ai fratelli maggiori Tower 7 e Tower Max è l'assenza di rotelle sulla parte basse, utili per facilitare gli spostamenti su superfici piane. La portabilità qui passa esclusivamente dalle maniglie.