// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Instagram dichiara guerra ai profili AI: ecco cosa cambia
Meta cambia le regole su Instagram per i contenuti generati dall’AI. La piattaforma non si limiterà più a chiedere ai creator di segnalare volontariamente l’uso dell’intelligenza artificiale, ma ridurrà la visibilità degli account che tentano di imitare un utente reale.
L’etichetta “AI Creator”, in fase di test da diversi mesi, cambia nome. Ora si chiama “AI-generated profile“. Meta spiega di voler eliminare qualsiasi ambiguità sui profili che mettono in scena un personaggio interamente generato dall’AI. Instagram intende fare una distinzione con gli account gestiti da persone reali che semplicemente utilizzano l’AI nel loro lavoro creativo. Questi ultimi non hanno nulla da segnalare. I creatori che avevano già spuntato la casella “AI Creator” dovranno ripetere l’iter, sia per confermare che l’etichetta corrisponde ancora al loro profilo, sia per rimuoverla se non è più pertinente.
E se un account non sta al gioco? La sua portata diminuisce. Concretamente, le sue pubblicazioni non verranno più proposte agli utenti che non lo seguono, né nei Reel, né nella pagina Esplora. L’account resta online, diventa semplicemente più difficile da scoprire. Il principio è quindi assimilabile alle sanzioni previste da Apple o Spotify sulle loro piattaforme di streaming per gli account AI o la musica AI. Al contrario, attivare l’etichetta di propria spontanea volontà non costa nulla in termini di visibilità. Per sapere a che punto si è, basta consultare il proprio “Account Status”, dove Instagram elenca le eventuali restrizioni applicate all’account.
Ormai, un profilo senza etichetta non ha più scampo. O aggiunge l’etichetta, o contesta la decisione tramite una procedura di ricorso. E se ottiene ragione, ritrova il suo posto nelle raccomandazioni.
Resta però un punto importante: Instagram non intende penalizzare i contenuti generati dall’AI in quanto tali, ma soprattutto i casi di impersonificazione. Come già avviene su TikTok, immagini e video creati artificialmente potranno continuare a circolare normalmente, purché siano pubblicati da un utente reale e non siano utilizzati per spacciarsi per qualcun altro.