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Kamiya bacchetta Resident Evil: "Fa troppa paura"
C'è chi affronta gli zombie a mani nude e chi, invece, preferirebbe vederli con un sacchetto di carta marrone in testa. Hideki Kamiya, il game designer giapponese celebre per aver diretto il primo capitolo di Resident Evil 2 e per aver fondato Platinum Games prima di lanciare il suo nuovo studio Clovers Inc., ha rilanciato pubblicamente una richiesta che sembrerebbe uscita da una barzelletta: una modalità "non spaventosa" per Resident Evil Requiem, l'ultimo capitolo della saga survival horror targata Capcom. Solo che, a quanto pare, non stava scherzando affatto.
La vicenda nasce da un video pubblicato a marzo 2026 dal canale ufficiale di Clovers Inc., in cui il team del designer viene ripreso mentre gioca a Requiem. Durante una cutscene iniziale, Kamiya si lamenta apertamente con i suoi collaboratori: "Lo dico da una vita, dovrebbero fare una modalità 'non spaventosa'". La stessa idea era già circolata su un suo tweet, dove immaginava un ipotetico filtro grafico capace di trasformare l'orrore in qualcosa di quasi tenero: zombie resi carini, schizzi di sangue sostituiti da petali di ciliegio, una colonna sonora allegra al posto delle atmosfere cupe, così da potersi concentrare solo su enigmi e combattimenti senza il peso della paura.
A distanza di qualche mese, in un'intervista rilasciata a Video Games Chronicle nell'agosto scorso, Kamiya ha ribadito il concetto con ancora più convinzione. "Sono serio al cento per cento", ha dichiarato, aggiungendo un'accusa che suona quasi come un rimprovero rivolto ai colleghi di Capcom: secondo lui, il team che sviluppa la serie sarebbe ormai completamente desensibilizzato al livello di terrore che i propri giochi riescono a trasmettere. "Con la grafica fotorealistica di oggi, la quantità di cose folli e terrificanti che si riescono a mettere sullo schermo è assurda, e credo che chiunque lavori ai team di Resident Evil in Capcom sia ormai anestetizzato rispetto a quanto sia spaventoso ciò che sta creando", ha spiegato.
Dietro questa battaglia personale c'è un motivo affettivo preciso: Kamiya voleva tornare virtualmente al dipartimento di polizia di Raccoon City, l'ambientazione iconica che lui stesso aveva contribuito a immaginare nell'originale Resident Evil 2. Con il ritorno di Leon Kennedy in Requiem, proprio in quei corridoi carichi di ricordi, il designer sperava di rivivere quell'esperienza da semplice giocatore. "Volevo provarlo io stesso, ma il gioco era troppo spaventoso e non ce l'ho fatta", ha ammesso senza troppi giri di parole.
Non si tratta della prima volta che Kamiya solleva la questione con chi lavora concretamente sulla serie. Racconta di aver parlato più volte, anche privatamente, con membri dello staff Capcom, ricevendo sempre la stessa reazione incredula: "Gli dico che i loro giochi sono troppo spaventosi e loro rispondono: 'Ma no, non sono così terrificanti'. Sembra che non abbiano proprio consapevolezza di quanto sia inquietante ciò che producono".
Uno degli aneddoti più curiosi riguarda proprio Yoshiaki Takeuchi, produttore storico del franchise. Ogni volta che esce un nuovo capitolo, Kamiya riceve un codice omaggio accompagnato da un'email di cortesia che lo invita a divertirsi col gioco. La sua risposta, ormai diventata una consuetudine, è sempre la stessa: ringraziare per il codice, ma spiegare che purtroppo il titolo è troppo spaventoso per lui e che non riuscirà a giocarlo. "Takeuchi-san mi risponde sempre sorpreso: 'Ma dai, sul serio? Non è poi così terrificante, ce la puoi fare'", racconta il designer con un certo divertimento.
Le proposte concrete di Kamiya, va detto, non richiederebbero uno sconvolgimento tecnico enorme. Basterebbe, secondo lui, ammorbidire i volti degli zombie, magari coprendoli con dei semplici sacchetti di carta, sostituire le stanze buie e cupe con un'illuminazione più rilassante, ed eliminare del tutto il sangue dalle scene. Piccoli accorgimenti che, a suo dire, permetterebbero anche a un giocatore impressionabile come lui di arriv