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L'uso dell'IA sta portando a una "grande crescita della creatività all'interno di EA", afferma la presidente
Il dibattito sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa nello sviluppo dei videogiochi continua a dividere l'industria, ma in Electronic Arts c'è chi vede la tecnologia come una grande opportunità. Intervenendo durante il Game Business Live in occasione della Summer Game Fest (via Eurogamer), la presidente dello sviluppo aziendale di EA, Laura Miele, ha espresso una visione decisamente positiva dell'impatto che l'IA sta avendo all'interno degli studi del publisher.
Rispondendo a una domanda riguardante la possibilità che l'intelligenza artificiale possa contribuire ad accorciare i tempi di sviluppo dei videogiochi, Miele ha spiegato di essere particolarmente colpita dai risultati osservati finora. Secondo la dirigente, gli strumenti basati sull'IA stanno contribuendo a eliminare numerosi elementi di attrito nei processi produttivi, semplificando workflow e pipeline di sviluppo. Questo avrebbe già portato a una prototipazione più rapida, a una maggiore velocità nel testare nuove idee e a un'accelerazione delle discussioni creative all'interno dei team. "C'è una vera crescita della creatività quando si rimuovono alcune delle attività più tediose dello sviluppo", ha dichiarato Miele, sottolineando come la tecnologia stia permettendo agli sviluppatori di concentrarsi maggiormente sugli aspetti più creativi del loro lavoro.
Le dichiarazioni arrivano dopo diversi anni in cui EA ha investito pesantemente nell'intelligenza artificiale. Già nel 2023 il CEO di Electronic Arts, Andrew Wilson, aveva definito l'IA come uno dei pilastri della divisione videoludica, rivelando l'esistenza di oltre cento progetti attivi dedicati all'applicazione della tecnologia nello sviluppo dei giochi. Tuttavia, l'entusiasmo dei vertici non è condiviso da tutti. Diversi report pubblicati negli ultimi mesi hanno evidenziato preoccupazioni interne legate alla qualità dei risultati prodotti dagli strumenti generativi, oltre ai timori per l'impatto che queste tecnologie potrebbero avere sull'occupazione nel settore. Nel frattempo, sempre più aziende stanno adottando soluzioni simili: da Sony a Capcom fino a Epic Games e Ubisoft.