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NASA accelera su Artemis III, iniziato il montaggio dei motori
La NASA ha avviato l’installazione dei quattro motori del razzo destinato ad Artemis III. I tecnici stanno lavorando sul core stage dello Space Launch System all’interno del Vehicle Assembly Building in Florida. L’hardware continua quindi a prendere forma, ma la missione non porterà più astronauti sulla superficie lunare: servirà a provare in orbita terrestre le operazioni necessarie per l’allunaggio successivo.
I quattro RS-25, già impiegati in diverse missioni dello Space Shuttle, vengono montati nella sezione inferiore dello stadio centrale. Ogni unità pesa circa 3.500 chilogrammi e produce quasi 227 tonnellate di spinta, funzionando per oltre otto minuti durante l’ascesa. L’integrazione avviene al Kennedy Space Center, anziché nello stabilimento di Michoud, secondo una procedura pensata per rendere più rapido il completamento del lanciatore.
Il cambio di programma riguarda soprattutto gli obiettivi del volo. Lo SLS porterà quattro astronauti e la capsula Orion in orbita terrestre bassa, dove saranno sperimentati rendez-vous e attracco con dimostratori dei lander SpaceX Starship e Blue Moon. L’equipaggio potrebbe entrare in almeno uno dei veicoli di prova, ma i dettagli operativi devono ancora essere definiti.
Anche la configurazione del razzo riflette il nuovo profilo. Al posto dello stadio criogenico intermedio, assegnato ad Artemis IV, verrà installato uno spacer non propulsivo: una struttura con dimensioni e punti di collegamento equivalenti, ma priva di motore. Dopo il distacco dal lanciatore, sarà il modulo di servizio europeo di Orion a circolarizzare l’orbita della capsula.
La conseguenza concreta è una separazione tra la verifica dell’architettura e il ritorno sulla Luna. NASA potrà collaudare attracco, comunicazioni, supporto vitale e coordinamento tra veicoli commerciali senza affrontare nello stesso volo anche la discesa lunare. La scelta mette in luce un problema comune ai programmi deep tech: hardware, fornitori e calendario devono evolvere insieme, un equilibrio industriale che ricorre anche nell’analisi dedicata ai campioni europei del quantum computing, sebbene il settore sia diverso.
Nel frattempo sono proseguiti l’assemblaggio dei booster laterali, l’integrazione dei moduli della capsula e l’addestramento dell’equipaggio. La missione dovrà inoltre verificare il sistema di attracco e uno scudo termico aggiornato durante il rientro. Per chi segue la tecnologia, il passaggio più istruttivo è proprio l’integrazione di componenti riutilizzati, nuovi adattatori e veicoli costruiti da aziende differenti in un unico sistema con equipaggio.
L’installazione dei motori resta un traguardo industriale, non una garanzia sulla data di lancio o sull’esito della missione. NASA descrive ancora il piano come preliminare e deve stabilire durata, sequenza degli incontri orbitali e attività scientifiche. Serviranno inoltre dimostratori commerciali pronti, lanci separati e prove di attracco riuscite: l’allunaggio di Artemis IV dipenderà da ciò che questa complessa prova orbitale riuscirà davvero a validare.
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