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Dinosauri potenziati e battaglie co-op nella giungla: abbiamo giocato a Turok Origins
Turok Origins, nuovo capitolo della serie, offre azione co-op dinamica e grafica moderna, ma il corpo a corpo va migliorato.
Il debutto videoludico di Turok risale all'ormai lontano 1997 con Dinosaur Hunter e da allora la saga si è espansa con diversi sequel prima di andare in silenzio radio. Nella primavera dell'anno prossimo però accoglierà una nuova iterazione a firma Saber Interactive, chiamata Turok Origins. Parliamo di un action a base di shooting e corpo a corpo giocabile sia in prima che in terza persona, in solitaria o in co-op (fino a 3 partecipanti), basato su una storia del tutto nuovo e un comparto grafico moderno. Ebbene, alla GamesCom 2026 abbiamo giocato una missione in co-op di Origins, e ora siamo pronti a dirvi come è andata.
Turok Origins si apre mostrandoci la sanguinosa guerra tra una razza di rettili senzienti - gli Xenia - e il genere umano, combattuta da tempo e con ferocia tra navi spaziali e truppe di terra. Il conflitto non sta procedendo bene per l'umanità, anche a causa del crudele generale Hexagis, un comandante delle forze nemiche in cerca di un potere a lungo dimenticato appartenente a una misteriosa civiltà.
A frapporsi tra l'umanità e l'abisso troviamo i Turok, degli implacabili cacciatori con tute biomorfiche in grado di incanalare i poteri degli animali primordiali, a loro volta amplificati dagli "echi" estratti dalle prede. Purtroppo, all'inizio della demo, persino i Turok subiscono un duro colpo. La loro guida infatti viene ferita gravemente da Hexagis, intenzionato a spezzare il morale della fazione. A questo punto, pur non essendo del tutto pronta, è la figlia del numero uno - Iscah - a prendere lo scettro del comando. Appartenente a un ventaglio piuttosto nutrito di personaggi perlopiù ben realizzati sul piano estetico, il guerriero da noi selezionato seguiva gli ordini della nuova comandante e si è lanciato in una giungla piena di antiche rovine assieme ad altri due compagni (controllati dai colleghi), al fine di dimostrare il proprio valore di Turok.
Le premesse narrative non fanno certo gridare al miracolo ma se non altro potrebbero fungere da base per la costruzione di vicende con un minimo di spessore, capaci di dare più peso a delle missioni che in alternativa sarebbero (e comprensibilmente) sequele di mattanze in solitaria o in co-op.
Prima di scendere in campo abbiamo dovuto selezionare una delle tre classi disponibili, ossia Cougar, Raven e Bison, che neanche a dirlo mutano l'equipaggiamento e le abilità del guerriero. Abbiamo scelto la prima, coi suoi attacchi corpo a corpo basati sugli artigli, per poi ritrovarci in una giungla dalla fitta vegetazione e sotto la pioggia battente. Non vogliamo soffermarci oltremisura sul comparto grafico, perché tra risoluzione e pulizia dell'immagine non ottimali faceva capo a un titolo che si trova ancora nel pieno dello sviluppo.
Detto questo, lo ribadiamo, ci sentiamo di promuovere tanto l'estetica dei cacciatori quanto le fattezze del mostruoso simil T-Rex con potenziamenti che abbiamo fronteggiato alla fine della demo. Bene anche per la resa del sangue e l'illuminazione della mappa da noi esplorata, che ben restituiva quella di un cielo coperto da fitte nubi. Sulla base di un'azione fluida a 60 fps, abbiamo proseguito di checkpoint in checkpoint lottando al fianco dei compagni contro dei raptor standard e dei soldati Xenia, mettendo a segno finisher violente e perlopiù soddisfacenti e testando il gunplay che, buona notizia, non sembra niente male. Abbiamo usato una balestra a dardi energetici, un fucile d'assalto high tech e un letale strumento di morte più pesante, in grado di sparare globi a testata ricercante capaci di fissarsi sulle teste dei nemici per poi esplodere. Ciascuna arma ha saputo esprimere una propria personalità in battaglia e per questo siamo curiosi di testare il resto dell'arsenale dei Turok, così come di analizzare le tante mod applicabili alle bocche da fuoco, in grado di alternarne il funzionamento in manier