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iPhone pieghevole: prezzo da record, una sfida per John Ternus
Lo scorso 1° settembre, Tim Cook lasciava il suo incarico alla guida di Apple dopo 15 anni di onorato servizio dalla scomparsa di Steve Jobs. Se quest’ultimo resta presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, è proprio John Ternus a prendere le redini dell’attesissima keynote dell’azienda di Cupertino, per un evento battezzato “Surprise and Shine”. Un vero banco di prova, secondo il Financial Times.
E l’attenzione sarà rivolta proprio all’iPhone pieghevole. Questo progetto, infatti, è in gestazione da almeno otto anni all’interno della divisione hardware dell’azienda, guidata proprio dal nuovo capo prima della sua promozione. Ma il mercato resta esiguo, dato che gli smartphone pieghevoli rappresentano solo circa il 2% delle vendite mondiali, un segmento la cui crescita ha nettamente rallentato dai lanci di Huawei e Samsung nel 2019.
Apple sceglie dunque di arrivare per ultima, ma dopo aver osservato gli errori delle concorrenti (come fa spesso). Una scelta rischiosa, tanto più che il dispositivo dovrebbe costare oltre 2.000 dollari. Un aumento dei prezzi è peraltro atteso sull’intera gamma iPhone per assorbire le tensioni attuali sulla catena di approvvigionamento, in particolare la carenza di memoria.
E il precedente non è rassicurante… L’ultima volta che Apple ha praticato un rialzo aggressivo dei propri prezzi, in Europa dopo la pandemia, le vendite sono crollate quasi immediatamente.
Come prevedibile, gli analisti sono in allerta. IDC prevede una crescita annua di circa il 12% del mercato dei pieghevoli, con una quota di mercato del 40% per Apple entro il 2027. Da parte sua, UBS si aspetta almeno 10 milioni di unità pieghevoli vendute nel primo anno, un volume paragonabile a quello di Samsung negli ultimi dodici mesi, ma che resta marginale rispetto ai circa 250 milioni di iPhone venduti ogni anno.
Per la società Jefferies, il prossimo keynote segna soprattutto il punto di partenza di un ciclo da tre a cinque anni di nuovi prodotti, pianificato ben prima dell’arrivo di Ternus, e reso necessario da una domanda di iPhone giudicata satura. Puntare unicamente su aumenti di prezzo non basterà più, servono nuovi formati.
John Ternus ha scalato i ranghi per 25 anni in Apple. Ha ad esempio rilevato la progettazione della gamma iPhone nel 2020, per poi accompagnare la transizione verso i chip Apple Silicon. Nel 2021 assume la guida dell’ingegneria hardware, alle dirette dipendenze di Tim Cook, prima di ereditare di recente la direzione del design. Un percorso da ingegnere puro, all’opposto del profilo più manageriale del suo predecessore.
Un contrasto che potrebbe proprio ridefinire la rotta di Apple. All’interno dell’azienda, Ternus è descritto come qualcuno che decide rapidamente, laddove Cook aveva piuttosto il riflesso della prudenza e del consenso. Una visione che, secondo Bank of America, dovrebbe tradursi anche in una propensione al rischio inedita per Apple: la banca evoca esplicitamente la possibilità di acquisizioni più ambiziose rispetto a quelle realizzate sotto Cook, una carta che il marchio ha sempre giocato con parsimonia.
Più in generale, due cantieri lo attendono: rendere l’AI realmente utile nella quotidianità all’interno dei dispositivi Apple e preparare il dopo-iPhone. L’azienda sta lavorando a un paio di occhiali smart atteso per il 2027, mentre altre piste sarebbero al vaglio internamente, con una diversificazione ben più ampia verso dispositivi domotici e connessi.