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ChatGPT addestrato con libri scaricati illegalmente?
L’uso di copie provenienti da Library Genesis per addestrare GPT-3 e GPT-3.5 è al centro della nuova iniziativa giudiziaria dell’Authors Guild e di un gruppo di autori contro OpenAI e Microsoft. I querelanti hanno chiesto al tribunale federale di New York un giudizio sommario parziale sulla responsabilità relativo a 194 titoli, sostenendo che le opere siano state scaricate e impiegate senza autorizzazione.
La mozione è stata depositata il 4 settembre 2026 presso il Southern District of New York, nell’azione multidistrettuale In re OpenAI, Inc., Copyright Infringement Litigation, identificata come MDL No. 25-md-3143 e assegnata al giudice Sidney H. Stein. La richiesta mira a ottenere una decisione sulla responsabilità prima del processo: l’eventuale quantificazione dei danni rimane fuori da questa fase del procedimento.
Una parte importante della ricostruzione deriva da un ordine giudiziario sui dataset Books1 e Books2 emesso nel febbraio 2026. Il documento riporta che nel 2018 un dipendente di OpenAI scaricò tramite torrent copie pirata da LibGen e che i dataset risultanti furono usati per addestrare GPT-3 e GPT-3.5. La quantità complessiva dei libri scaricati è oscurata nella versione pubblica e non può quindi essere considerata un dato accertato.
I querelanti affermano inoltre che i dataset, inizialmente denominati Libgen1 e Libgen2, furono presentati pubblicamente come Books1 e Books2 per rendere meno riconoscibile la provenienza dei contenuti. La rinomina è documentata, mentre il presunto intento di occultamento resta un’accusa sottoposta al giudice. Books1 e Books2 non furono più utilizzati dopo il 2021 e vennero cancellati intorno alla metà del 2022; OpenAI ne ha poi recuperato e consegnato alcune versioni durante la discovery.
Anche OpenAI e Microsoft hanno presentato proprie mozioni di giudizio sommario. OpenAI sostiene che l’impiego dei materiali rientri nel fair use e contesta l’idea che le risposte dei modelli possano sostituire sistematicamente i libri originali. L’azienda descrive inoltre come estremamente rara la riproduzione testuale delle opere da parte dei modelli. Spetterà al tribunale valutare queste argomentazioni insieme alle richieste degli autori.
Per Microsoft, la domanda riguarda una presunta responsabilità indiretta: gli autori sostengono che l’azienda potesse esercitare un controllo su OpenAI e che abbia tratto profitto dalle attività contestate. Tra i querelanti figurano George R.R. Martin, John Grisham, Jodi Picoult, David Baldacci e Jonathan Franzen. Il procedimento, allo stato attuale, non ha ancora prodotto una decisione sulla responsabilità delle due società né una pronuncia definitiva sui risarcimenti.
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