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Tracollo Bungie: report parlano di oltre 400 dipendenti licenziati e dimissioni per il capo dello studio
La situazione interna di Bungie sembra essere ancora più complessa di quanto emerso nelle scorse ore. Dopo l'annuncio ufficiale dei licenziamenti da parte dello studio e di PlayStation, nuove indiscrezioni riportate da diversi giornalisti del settore suggeriscono che il numero di dipendenti coinvolti potrebbe aggirarsi intorno alle 400 persone, una cifra che rappresenterebbe quasi la metà dell'attuale forza lavoro. Sebbene il dato non sia stato confermato ufficialmente da Sony o Bungie, si tratterebbe della più pesanti ristrutturazioni di sempre per lo studio, arrivata pochi giorni dopo la fine del supporto a Destiny 2.
A complicare ulteriormente il quadro sarebbero le voci riguardanti la leadership aziendale. Secondo fonti vicine alla situazione, Justin Truman, nominato capo dello studio nell'agosto 2025 dopo una lunga carriera legata alle serie Halo e Destiny, sarebbe pronto a lasciare il proprio incarico dopo meno di un anno. Il suo possibile addio arriva in un momento particolarmente delicato per Bungie, reduce dal lancio di Marathon, titolo che non sarebbe riuscito a raggiungere i risultati commerciali sperati. Nonostante ciò, Sony ha ribadito che il progetto resta una componente importante del proprio portfolio e continuerà a ricevere supporto e aggiornamenti nei prossimi mesi.
Il futuro dello studio appare ora legato a una profonda fase di trasformazione. Con gran parte del team di Destiny coinvolto nella riorganizzazione e nessun annuncio relativo a un eventuale Destiny 3, Bungie sembra concentrata sia sul supporto a Marathon sia su diversi progetti ancora nelle cosiddette "fasi di incubazione". Nel frattempo, gli sviluppatori hanno confermato l'arrivo di nuovi contenuti per lo sparatutto a estrazione, tra cui un aggiornamento del 21 luglio e la Stagione 3 prevista per settembre.
This would in fact be around half the studio— Paul Tassi (@PaulTassi) June 25, 2026
BREAKING: Bungie studio head Justin Truman, who succeeded Pete Parsons last year, is stepping down, people familiar with the situation tell Bloomberg News.
— Jason Schreier (@jasonschreier.bsky.social) 25 giugno 2026 alle ore 18:08