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GPU sempre più care, ma i giocatori continuano a comprarle: perché?
Il mercato delle schede video desktop sta vivendo un momento paradossale: mentre i prezzi continuano a salire da mesi, le vendite non solo reggono ma accelerano. I dati diffusi da Jon Peddie Research fotografano un secondo trimestre 2026 da record, con 12,5 milioni di unità spedite a livello globale, il valore trimestrale più alto registrato dal primo trimestre 2022. Un dato che a prima vista contraddice ogni logica di mercato tradizionale, secondo cui l'aumento dei costi dovrebbe frenare la domanda.
Il balzo rispetto al trimestre precedente è del 5,9%, mentre su base annua la crescita raggiunge il 7,8%. Allargando lo sguardo ai primi sei mesi dell'anno, le spedizioni di schede grafiche discrete per PC hanno toccato quota 24,3 milioni di unità, contro i 20,8 milioni dello stesso periodo nel 2025. Numeri che assumono un peso ancora maggiore se si considera il contesto in cui maturano: quello di una crisi della memoria che sta mettendo sotto pressione l'intero comparto hardware.
Il rincaro dei moduli VRAM, infatti, procede senza sosta da diversi mesi, costringendo i produttori di GPU a rivedere al rialzo i listini praticamente su tutta la gamma, dalle schede entry-level fino ai modelli top di fascia alta. Una spirale di aumenti che avrebbe dovuto, in teoria, scoraggiare gli acquisti o quantomeno rallentarli sensibilmente.
Jon Peddie, presidente dell'omonima società di ricerca, offre però una lettura alternativa del fenomeno. Secondo l'analista, non è il caso di applicare il buon senso comune, per cui prezzi più alti spingono i consumatori a tenersi stretta la scheda che già possiedono piuttosto che affrontare una spesa importante per l'aggiornamento. Al contrario, Peddie ritiene che sia proprio l'aspettativa di ulteriori rincari a spingere i giocatori all'acquisto immediato, soprattutto in un momento in cui il costo delle memorie GDDR7 continua a salire senza segnali di stabilizzazione.
In pratica, si tratterebbe di un classico effetto anticipazione: meglio comprare oggi, anche a un prezzo già elevato, piuttosto che rischiare di pagare ancora di più tra qualche mese. Un meccanismo psicologico che in Italia ricorda da vicino le corse agli acquisti che si osservano quando si prospettano aumenti dell'IVA o rincari energetici, con i consumatori che anticipano le spese pur di non subire condizioni peggiori in futuro.
Sul fronte della concorrenza, la fotografia del mercato resta sostanzialmente immutata rispetto ai trimestri precedenti. NVIDIA conserva una posizione dominante, con circa 11,25 milioni di unità spedite che si traducono in una quota di mercato attorno al 90%.
AMD si attesta intorno all'8%, con circa un milione di schede consegnate nel trimestre, mentre Intel continua il suo lento avanzamento, salendo al 2% di quota. Nessuno dei tre produttori ha registrato variazioni significative rispetto al trimestre precedente, segno che gli equilibri competitivi restano stabili anche in una fase di forte crescita complessiva dei volumi.
Ciò che colpisce maggiormente non è tanto la ripartizione delle quote tra i tre attori principali, quanto la tenuta strutturale della domanda in un contesto di prezzi in continua ascesa. Un fenomeno che mette in discussione alcune certezze consolidate sul rapporto tra costo e propensione all'acquisto, almeno per quanto riguarda l'hardware da gaming di fascia alta.
La rincorsa dei prezzi non è improvvisa, ma il risultato di rialzi susseguitisi nell'arco di circa un anno. Il primo scossone risale a novembre 2025, quando i produttori hanno iniziato a scaricare sui listini l'aumento del costo dei chip GDDR7, i cui moduli da 3 GB sono arrivati a costare fino a 70 euro contro i circa 20 euro delle versioni da 2 GB. A febbraio 2026 è arrivata una seconda ondata, con rincari fino al 33% su modelli NVIDIA, AMD e Intel nel giro di pochi mesi, mentre in primavera la pressione si è ulteriormente accentuata a causa dell'incremento di circa il 20% applicato da Samsung sui prezzi della DRAM.
A luglio 2026 N