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ReactOS: l'alternativa libera a Windows XP cresce e si aggiorna
ReactOS 0.4.16 è stato pubblicato il 29 agosto 2026, dopo circa un anno e mezzo di sviluppo, e rappresenta un aggiornamento sostanziale per il sistema operativo open source che ricostruisce l’architettura Windows NT. La nuova versione interviene proprio sui punti che determinano se un sistema simile possa essere provato davvero: installazione, avvio, compatibilità applicativa, grafica, audio, rete e archiviazione. Il bilancio è concreto, con 381 problemi risolti e 2.808 commit.
La novità più immediata è l’installer grafico, affiancato da una singola immagine avviabile che permette sia di provare ReactOS in modalità live sia di procedere con l’installazione. L’archivio d’installazione i386 pesa 198,1 MB, mentre il sorgente della versione occupa 112,3 MB. Arriva inoltre una modalità Server Core priva di shell grafica: un’aggiunta meno appariscente, ma coerente con la natura tecnica del progetto.
Per chi associa ReactOS al ricordo di Windows XP, il punto decisivo è capire che cosa sia tornato davvero. ReactOS non è Windows XP, non utilizza il suo codice proprietario e non è neppure una distribuzione Linux o un semplice involucro costruito attorno a Wine. È una reimplementazione dell’architettura Windows NT, distribuita principalmente sotto licenza GNU GPL 2.0, che punta a eseguire applicazioni e driver destinati a quella famiglia di sistemi operativi.
Il baricentro tecnico di ReactOS 0.4.16 rimane nell’ecosistema di Windows XP e Windows Server 2003: la release continua infatti a essere compilata con gli export di Server 2003. Allo stesso tempo, il precedente vincolo alle sole API dell’epoca si sta allentando. L’aggiornamento del fork interno verso Wine 10.0 non è ancora concluso, ma questa versione ne incorpora già una parte significativa.
Wine è importante, ma non trasforma ReactOS in un suo contenitore. La componente user-mode impiega ampiamente un fork adattato per comunicare direttamente con un kernel di tipo Windows. Con la 0.4.16 debutta inoltre nelle immagini ufficiali WineVDM, che amplia la compatibilità con le applicazioni Windows a 16 bit. È uno dei cambiamenti più legati alla conservazione pratica del software storico: non una semplice riproduzione estetica dell’ambiente XP, ma un intervento sulla possibilità di eseguire programmi ancora più vecchi.
Il nuovo driver ATA migliora l’avvio su hardware reale e macchine virtuali, compresa Hyper-V di prima generazione. Anche chkdsk torna a poter riparare le partizioni FAT gestite dal driver FastFAT. Sul fronte audio, un nuovo driver bus HD Audio sostituisce l’implementazione precedente e mira ai controller compatibili con Windows XP e Server 2003; per renderlo possibile è stato importato KMDF.
Le revisioni raggiungono anche problemi molto specifici. Nel sottosistema video sono stati corretti l’esaurimento delle system PTE durante il caricamento di alcuni driver Nvidia e le finestre OpenGL vuote con driver AMD. La rete supporta ora connessioni asincrone, mentre il driver DC21X4 permette di utilizzare adattatori DECchip 21x4 anche in Microsoft Virtual PC 2007 e Hyper-V di prima generazione.
Il risultato non è una promessa di compatibilità universale, ma una base più credibile sulla quale ripetere la prova. ReactOS rimane ufficialmente in stato alpha: non garantisce stabilità, sicurezza dei dati o funzionamento sull’hardware scelto. Il progetto raccomanda l’impiego in macchina virtuale oppure su sistemi privi di dati critici. Anche il port x86_64 è ancora in sviluppo e l’assenza di WoW64 ne limita l’uso con le applicazioni x86.
La storia comincia prima dello stesso Windows XP. Il 22 gennaio 1996 viene registrato il primo commit nell’albero sorgente dal quale nascerà ReactOS. Il progetto si chiamava allora FreeWin95 e inseguiva l’idea di un clone libero di Windows 95. All’inizio del 1998 Jason Filby ne assume il coordinamento, sposta l’obiettivo verso Windows NT e adotta il nome ReactOS.
Quel cambio di direzione fu essenziale perché estese l’ambizione dalla compatibilità