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Skype for Business, c'è chi ancora lo usa (e Microsoft lo aggiorna)
Skype for Business Server Subscription Edition ha ricevuto un aggiornamento di sicurezza critico. L’8 settembre 2026 Microsoft ha pubblicato KB5123287, pacchetto cumulativo che interviene su dieci vulnerabilità e porta il prodotto aziendale on-premises alla versione 7.0.2046.879. La correzione più urgente riguarda CVE-2026-66302, una falla di esecuzione remota di codice con punteggio CVSS 3.1 pari a 9,8 su 10.
Il problema deriva dal controllo esterno di un nome o percorso di file e può essere sfruttato via rete da un aggressore non autenticato, senza alcuna interazione dell’utente. Al momento della pubblicazione dell’aggiornamento non risultavano segnalazioni di sfruttamento attivo, ma la combinazione tra accesso remoto, assenza di autenticazione e severità critica rende la patch una priorità concreta per chi amministra questi server.
Nel complesso, KB5123287 corregge quattro vulnerabilità di spoofing, due di divulgazione di informazioni, tre di denial of service e una di esecuzione remota di codice. Il risultato è Skype for Business Subscription Edition CU1 Security Update 1; l’installer principale pesa 100,8 MB e supporta Windows Server 2016, Windows Server 2019 e Windows Server 2022.
La distinzione decisiva è nel nome completo del prodotto. L’aggiornamento non riguarda Skype consumer, ritirato il 5 maggio 2025, né Skype for Business Online, fuori servizio dal 31 luglio 2021. Interessa esclusivamente Skype for Business Server Subscription Edition, la piattaforma aziendale installata nelle infrastrutture dei clienti.
Questa edizione on-premises è disponibile dal 1º luglio 2025, segue la Modern Lifecycle Policy e non ha una data di fine supporto prefissata, purché venga mantenuta aggiornata. È dunque ancora un prodotto vivo, ma con uno scopo molto diverso da quello dell’applicazione che per anni ha portato chiamate e videochiamate sui computer di milioni di persone.
Per chi conserva un server Skype for Business, la risposta pratica è netta: la build di riferimento è la 7.0.2046.879 e l’aggiornamento corregge una vulnerabilità critica raggiungibile via rete. Per chi sperava invece in un ritorno del vecchio Skype, KB5123287 non cambia nulla: il dominio del servizio consumer continua a indirizzare gli utenti verso Microsoft Teams Free.
Il peso emotivo del nome nasce da una storia cominciata il 29 agosto 2003, quando fu distribuita la prima beta pubblica. Skype, fondato da Niklas Zennström e Janus Friis, poggiava sul lavoro degli sviluppatori estoni Ahti Heinla, Priit Kasesalu, Jaan Tallinn e Toivo Annus, forti dell’esperienza tecnica maturata nel gruppo che aveva lavorato a Kazaa.
L’applicazione VoIP utilizzava una rete peer-to-peer e riuniva chiamate gratuite tra utenti Skype, messaggistica istantanea, trasferimento di file e telefonate a pagamento verso numeri fissi e mobili. La gratuità delle comunicazioni tra computer e le tariffe ridotte verso la rete telefonica alimentarono una diffusione internazionale rapidissima.
Quando eBay completò l’acquisizione il 14 ottobre 2005, pagando circa 2,1 miliardi di euro, equivalenti allora a circa 2,5 miliardi di dollari, più un possibile earn-out, Skype aveva già superato 182 milioni di download. Contava 59 milioni di utenti registrati, oltre 3 milioni di persone connesse simultaneamente e raggiungeva 225 paesi e territori.
Nello stesso ottobre il software era disponibile per Windows, Linux, Mac OS X e Pocket PC, tradotto in 27 lingue. La combinazione con il commercio elettronico non generò però le sinergie previste: il 19 novembre 2009 eBay cedette circa il 70% di Skype a un gruppo guidato da Silver Lake, in un’operazione che valutava l’azienda 2,75 miliardi di dollari, conservandone circa il 30%.