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Cos'è il modello BYOK e perché ha senso: orchestratore gratis, chiavi e hardware tuoi
Amp, l'agente per la programmazione nato in casa Sourcegraph e diventato azienda indipendente da dicembre 2025, ha annunciato il 13 settembre che il piano Hobby è gratuito e senza limiti di token per chiunque porti le proprie chiavi API o un abbonamento già pagato altrove (tranne le aziende Enterprise). È il modello BYOK, "bring your own key": l'orchestratore che coordina i comandi dell'agente, gestisce gli strumenti e tiene la sessione diventa gratuito, mentre il calcolo, la parte che genera davvero le risposte, resta a carico di chi lo usa. Amp lo ha reso noto nel comunicato dello stesso giorno, insieme al resto dei piani tariffari.
Il calcolo non sparisce, cambia solo chi lo paga e dove gira: le macchine remote di Amp, gli "orb", si pagano a consumo, oppure l'agente gira gratis sui computer dell'utente con i "runner", a patto di avere hardware e chiavi API già pronti. È la parte più complessa da replicare in casa, ed è anche il motivo per cui questo modello può funzionare, almeno per ora: finché costruirsi da soli l'intero stack, orchestratore compreso, con strumenti come Claude Code o Cursor, resta più complicato che affidarsi a un orchestratore gratuito e pagare solo il calcolo.
Il piano Hobby non è l'unico livello rimasto: chi preferisce non gestire nulla in proprio resta sul livello Individual, ex "Megawatt", a 20 dollari al mese con 45.000 minuti di orb inclusi. Il comunicato dichiara uno sconto medio del 60% sul consumo per chi sta su questo livello, e del 65% per quello superiore, "Gigawatt", che non ha un prezzo pubblico.
Le aziende Enterprise restano fuori dallo sconto per intero, e pagano crediti condivisi al posto di posti individuali. In cambio ottengono controlli che gli altri piani non hanno, come SCIM, limiti di spesa configurabili e log di audit, gli stessi che separano un agente ben governato da uno che nessuno sta guardando. La politica di data retention minima, finora riservata al loro contratto, si estende con l'annuncio a tutti gli utenti, paganti o no.
Chi ha già un abbonamento a pagamento per un modello linguistico, o chiavi API già attive per un progetto, non aggiunge alcuna spesa software puntando quell'account sull'orchestratore di Amp: paga lo stesso conto che pagava prima, con in più un'interfaccia che gestisce comandi, strumenti e stato della sessione. Lo stesso vale per chi ha già un contratto aziendale con un fornitore cloud: la funzione sperimentale che Amp ha aperto in accesso anticipato ai soli abbonati paganti collega l'orchestratore a nove nuovi gateway, fra cui Amazon Bedrock, il Google Cloud Agent Platform (ex Vertex AI) e Azure Foundry: chi ha già accesso a uno di questi lo riusa, senza comprare nulla di nuovo.
Il vantaggio si assottiglia per chi parte da zero. I "runner" fanno girare l'agente sul computer dell'utente senza alcun costo software, ma presuppongono hardware capace di reggere il carico e una chiave API già configurata: comprare quella potenza di calcolo, o sottoscrivere quell'abbonamento, resta una spesa reale che il comunicato di Amp lascia fuori dal conto. Senza hardware o abbonamento già pronti, l'unica strada restano gli "orb", le macchine remote di Amp pagate a consumo: il canone sparisce, ma il conto del calcolo arriva comunque, voce per voce.
L'orchestratore costa zero, il calcolo lo paga sempre qualcuno. È la sintesi di tutto l'annuncio del 13 settembre, ed è anche la ragione per cui il modello BYOK somiglia più a uno spostamento di voce di spesa che a un vero regalo.
GitHub Copilot è passato quest'anno a crediti a consumo da un centesimo di dollaro l'uno, mentre Cursor e Devin restano su abbonamenti a fasce fisse. Su questo fronte la sfida con Claude Code si gioca sempre più sul tempo e sul denaro che un compito richiede per essere completato.
Claude Code costa di più degli agenti di coding concorrenti, e anche il fornitore del modello che lo alimenta ha fatto marcia indietro su un tentativo simile di spostare il canone sul consumo diretto. Amp è fra i pri