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Il miglior software per i vostri RGB si aggiorna: le novità
OpenRGB, l'utility open source che permette di gestire l'illuminazione RGB di componenti e periferiche di marche diverse da un'unica interfaccia, ha raggiunto la versione 1.0 dopo un lungo ciclo di release candidate. Si tratta del primo rilascio stabile numerato dalla 0.9 di luglio 2023, quindi dopo quasi tre anni di sviluppo continuo. Il progetto, disponibile per Windows, Linux e macOS, nasce per sostituire le applicazioni proprietarie dei singoli produttori e copre schede madri, schede video, moduli di memoria, tastiere, mouse, monitor, ventole e controller LED.
Sul fronte della compatibilità, la nuova versione introduce il supporto ai protocolli QMK e VialRGB, comprese le varianti sviluppate da Keychron, e amplia l'elenco delle schede madri Gigabyte e MSI riconosciute, aggiungendo anche notebook e monitor MSI. Arrivano poi le tastiere e le lightbar dei portatili Clevo, diverse GPU gestite da controller differenti come le PNY Epic-X ARGB e alcuni modelli PowerColor. Il controller per le DRAM Corsair è stato migliorato e ora riconosce da solo tipo di modulo e numero di LED, mentre viene recuperato il supporto alle memorie RGB sulle vecchie piattaforme Intel X299. Il nuovo controller Logitech HID++ 2.0, infine, prepara il terreno per coprire molte periferiche recenti del marchio.
Meno visibili, ma più rilevanti nell'uso quotidiano, sono le modifiche interne: il passaggio a Qt 6, un sistema di profili ricostruito su base JSON con profili agganciati a eventi come avvio, chiusura, sospensione e ripresa, e soprattutto la possibilità di girare come vero e proprio servizio in background, con unit systemd su Linux e PawnIO su Windows per l'accesso a basso livello all'hardware. SDK e Plugin API salgono rispettivamente alla versione 6 e 5, per cui i plugin più vecchi andranno aggiornati.
Solitamente, ogni produttore impone la propria suite e chi assembla un PC con componenti misti si ritrova con quattro o cinque applicazioni che fanno la stessa cosa. Ognuna installa più servizi che partono con Windows, interroga di continuo i sensori e aggiorna i LED decine di volte al secondo, occupando RAM, thread della CPU e accessi al disco. Presa singolarmente l'incidenza è modesta, però l'effetto si somma e si traduce in avvii più lenti e consumi a vuoto misurabili, specie sui portatili.
C'è poi il problema dei conflitti: il bus SMBus della scheda madre è una risorsa condivisa, e due programmi che lo interrogano insieme provocano sfarfallii, LED bloccati su colori casuali, letture dei sensori errate e in alcuni casi micro-stuttering. Il caso più noto è la convivenza fra iCUE e Armoury Crate, i software di Corsair ed ASUS, con le memorie che lampeggiano finché non si disattiva il plugin di terze parti in una delle due app. Molte suite, inoltre, richiedono privilegi amministrativi e driver a basso livello, con le implicazioni di sicurezza del caso.
Con l'arrivo di OpenRGB 1.0 diventa quindi realistico disinstallare gran parte del software proprietario per gli RGB e tenere l'app ufficiale solo per aggiornamenti firmware, o per configurare le macro su mouse e tastiera.
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